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Descrizione

‘Deformed’ è una presa di coscienza. Un atto di assoluta dedizione a una causa persa e marcia. È una crudele quanto consapevole disciplina di perdizione e condanna. Almeno fino alla finale ammissione di colpevolezza, tardiva ma ineludibile. Dapprima avviene il riconoscimento fisico: il protagonista si rende conto della propria deformità, del proprio essere altro dal mondo che lo circonda a causa del proprio corpo. A ciò si aggiunge lo stigma sociale, l’irrimediabile esclusione da una realtà che lo rifiuta e lo ignora in tutti i suoi aspetti, dal rapporto con l’altro sesso alla vita lavorativa. Man mano la disperazione inizia a mescolarsi al rancore e alla convinzione che in fondo sia giusto così: il protagonista si fa forte della propria diversità e passa al contrattacco, rilevando come la “società dei giusti” sia solo un’altra faccia della stessa medaglia, in un mondo spietato e disperante in cui la vita là fuori, ai piani alti non è certo migliore. Vi è una più lucida (ma non per questo più rassicurante) analisi dell’irrimediabile frustrazione provata a ogni tentativo di auto-realizzazione. Possiamo coltivare la speranza di un mondo migliore e più equo, di rendere migliori noi stessi? No, sembra essere l’imperativo categorico. La pietra tombale su ogni aspirazione e pretesa di normalità sembra cadere anche dall’esterno, in una disperata discesa agli inferi. Il cerchio si chiude. Tuttavia alla fine, in una malinconica “wishlist” al contrario, il protagonista stila comunque un bilancio della propria vita: la rabbia, la disperazione e la rassegnazione lasciano il posto al rimpianto, nell’unico episodio del disco in cui si tira finalmente il fiato.

Questo colpo allo stomaco si dispiega tra la ritmica sintetica e industriale delle batterie elettroniche, i bassi cupi e melmosi e le chitarre ferrose e opprimenti, a disegnare uno scenario distopico degno di un’infernale metropoli moderna. 10 brani compatti e pulsanti, compressi in una matrice industriale e metallica. Senza compromessi. E una voce che, sardonicamente, declama:

I was born in a wasteland
We're just convulsing kids
Destiny just made us meet
to put you in a trance
You can't stop me now
Open up your mouth
embrace madness
Down and down
before you can realize
you're addicted to it

Credits

I Traum Jesters sono Claudio Saracino alla voce, Pierpaolo Lucchesi a chitarre e synth, Eugenio Zazzara al basso.

Deformed è stato concepito e registrato tra aprile e giugno 2015 in maniera del tutto DIY
Missaggio e mastering a opera di Marco Federico presso gli studi Sound Awake, Roma
Fotografie a opera di Marzia Braulin
Modella: Valentina Sussi aka Nika Herzog
'Let's Go All The Way' a opera degli Sly Fox

Commenti

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