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Descrizione

Secondo Eschilo e la mitologia classica sono divinità infere, legate al sangue e alla terra: personificano la vendetta ed incarnano il senso di colpa che tormenta il matricida Oreste. Per Guido Piovene sono ossessioni del pensiero e della memoria, che dal passato riemergono con forza nell’atto della narrazione. Al crocevia fra queste due interpretazioni si colloca la chiave di lettura di Le Furie, secondo lavoro sulla lunga distanza per i Tribuna Ludu. L’album intende da un lato celebrare l’atmosfera sinistra che permea un’opera come l’Orestea, dall’altro testimoniare il conflitto interiore generato dall’incompatibilità fra le pulsioni dell’Es e l’apparato regolatore del Super-Ego. Si apre così un percorso accidentato, volto al superamento dei propri limiti interni. In tale contesto, la rivolta contro sé stessi sembra l’unica via per superare i cancelli dell’Erebo e giungere finalmente ad una riconciliazione.

Coerentemente all’argomento trattato, Le Furie rivela un universo artistico che vive di contrasti. I brani hanno avuto origine da spunti avant-rock ed industrial, ma nel prender forma hanno finito per contaminarsi con il lato meno nobile degli anni ’90: un coacervo di influenze che paga pegno tanto alla carica arrembante di big beat ed eurodance, quanto al paganesimo scandinavo di stampo heavy metal. L’utilizzo dei plug-in è stato ridotto al minimo, ma non per questo si è cercata la purezza del suono. Spesso e volentieri persino fusti e piatti sono stati sporcati attraverso i coni degli amplificatori, con l’obbiettivo di garantire alle composizioni il maggior grado di ostilità possibile. Alcuni brani sono stati registrati in presa diretta, suonando tutti insieme nella stessa stanza. Altri sono stati smembrati e ricomposti a partire dai segmenti ritmici selezionati di volta in volta, secondo tecniche affini tanto alla musica elettronica quanto alla più cruenta macelleria. Quando il battito ancestrale dei tamburi accompagna lo stridere delle lamiere, quando il salmodiare del coro si confonde con i ronzii analogici dei sintetizzatori, quando i barbarici riti del passato rivivono nelle ossessioni del presente: ecco che giunge il momento propizio per perdersi e cominciare a danzare sull’orlo dell’Abisso.

Credits

Musiche e testi: Federico Fragasso eccetto 7, musica e testo di Roberto Camisasca.
Arrangiamenti: Tribuna Ludu
Produzione Artistica: Edoardo Fracassi e Tribuna Ludu
Artwork: Jonathan Calugi
Foto: Claudia Cataldi

Registrato nel Giugno 2014 (eccetto 3 e 7, registrate nel Febbraio 2014) da Edoardo Fracassi, Niccolò Mazzantini e Fabio Fantozzi all’Orfanotrofio Studio di Lorenzana (Pisa).
Miscelato nel Luglio e nel Settembre 2014 da Edoardo Fracassi e Tribuna Ludu.
Masterizzato da Edoardo Fracassi nel Novembre 2014.

Federico Fragasso: Voce, Cori, Chitarra su 4/5/7, Casio SA-1 su 3/6, Korg Monotron su 1/8, Glockenspiel e Batteria Elettronica su 9.
Cristiano Bianchi: Cori su 5/8, Basso Elettrico su 5/6, Microkorg su 1/2/3/4/7/8, Korg Trident su 9, Casio SA-10 su 9.
Simone Vassallo: Grancassa, Rullante, Charleston, Ride, Crash, Rullantino su 5/7/8, Percussioni Metalliche su 3/4/6, Campana su 4/5/8/9, triangolo su 9, Timpani su 8.
Antonio Giordano: Tromba su 2.
Fabio Fantozzi: Cori su 8
Edoardo Fracassi: Trattamenti Elettronici su 2/9.

Commenti

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