Leggi la recensione

Descrizione

L’EP “Ghigliottina” è una lama che affonda, una nave vinta dalle onde, un funambolo che perde l’equilibro. Il sound è acido ed essenziale: chitarre distorte e riff dissonanti si alternano ad arpeggi onirici e a ricami di basso che sa essere sia delicato sia ferocemente presente assieme alla batteria, martellante e corposa come una mitragliatrice che colpisce al cuore. La voce è un grido dal profondo dell’anima, una narrazione della vita a volte consapevole e a volte riluttante.
Il brano “Ghigliottina” vuole esprimere l’omologazione del pensiero dei nostri giorni, la finta libertà di cui è ammantato il mondo, la testa che viene staccata dal corpo pur di non essere ascoltata. “Il volo di Icaro” si mantiene sulla stessa violenta falsariga del primo brano affrontando il tema del suicidio tramite il mito dell’uomo che sfida le leggi umane e prova a contrastarle; la sua linfa vitale però viene assorbita dalla brutalità dell’esistenza e lo fa cadere in un miserabile vuoto. “Notturno” si abbandona alla meditazione silenziosa, quasi come un viandante affida i suoi passi alla luce della luna nel fitto bosco dei sentimenti umani, impaurito dall’immenso buio ma coraggioso e consapevole della propria forza. Ne “La maschera”, invece, c’è pochissima luce e la sua sostanza quasi soffoca chi la indossa. In un delirio pirandelliano l’identità perde la sua forma e viene spazzata via dal vento impetuoso del tempo che consuma lentamente la commedia della vita, senza applausi. “La danza del naufrago” è il canto solenne dell’uomo smarrito, sballottato dalle onde, incapace di trovare la terra sotto i suoi piedi. Il testamento di chi affonda.

Credits

Raimondo Genco-Voce
Giulio Santaniello-Chitarra
Francesco Oliva-Basso
Joe Sorrentino-Batteria

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati