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Descrizione

Overnight è il primo album della band Vanarin.

Il disco è composto da 10 brani, nei quali risaltano l’utilizzo di melodie di impronta pop e soprattutto la ricerca e la cura per gli arrangiamenti.

Le personalità dei cinque musicisti si intrecciano in un mix di influenze e contaminazioni molto diverse fra loro; si parte da atmosfere più beat, passando per il funk e la black music degli anni ‘70, fino ad arrivare alla trap e all’hip hop, confluendo il tutto in un'unica direzione, di stampo prettamente pop.

Come nel precedente lavoro “Vanarin EP”, non mancano l’uso di arrangiamenti corali e di momenti psichedelici strumentali.

L’album è frutto di un lavoro durato poco meno di un anno e la produzione dei brani (registrati per la maggior parte in presa diretta) è stata affrontata quasi esclusivamente di notte, nello studio della band.

I testi affrontano principalmente temi riguardanti diversi stati d’animo, dall’euforia e la spensieratezza, all’inquietudine, l’apatia e la rabbia.
Inoltre la scrittura dei testi rimane sempre a discrezione di chi canta la canzone, così come la stesura melodica e armonica di base.

Brani:

- Holding: Il primo singolo dell’album, ricco di synth, chitarre danzanti e atmosfere anni 80, la melodia si muove tra momenti di estasi euforica e malinconia.

- Step in the light: Il tema del brano è la schizofrenia. L’arrangiamento si evolve in incastri ritmici sempre più frenetici fra gli strumenti, che fanno da sfondo alla melodia ossessiva della voce.

- It’s in the sky: Il brano dove si sente di più l’influenza trap ed anche il più oscuro del disco. Bassi acustici e bassi synth che dialogano e un finale con tappeti psichedelici e ritmi ossessivi.

- Tulpa: Il brano più beatlesiano e barocco del disco. Può essere visto un po’ come una filastrocca, con una nota di inquietudine. E’ un intreccio di tappeti di tastiere, arpeggi di chitarra e interventi corali.

- Lose my cool: L’arrangiamento di questo pezzo rimanda alla black music degli anni 70 ed è arricchito da elementi hip hop. La terza strofa alterna un testo rap ad un accompagnamento di cori, ed è seguita da una lunga jam percussiva in stile “get down”.

- Lights out: Il flusso di coscienza di un carcerato che attende il termine della giornata. Il pezzo con le sonorità più Hip-Hop e RnB, il rap rotola su un groove solido con attimi di psichedelia che culminano in un finale sognante.

- Jellypie: Una canzone nata per gioco, molto breve e dalla struttura semplicissima. Sonorità acustiche ed elettroniche accompagnano una melodia corale onirica.

- I wouldn’t mind: Un pezzo che parla di indecisione e di blocchi mentali. Una melodia teatrale che viaggia su un ritmo semplice e costante. Il finale esplode in un assolo di chitarra strambo e festoso.

- Hanging from a cloud: Questo è forse il pezzo con l’arrangiamento più particolare. Il mood del brano è in continua evoluzione, si parte in modo misterioso e piano piano l’atmosfera diventa sempre più speranzosa. Qui abbiamo toccato anche sonorità di pop più commerciale.

- A question of time: La canzone che chiude il disco. Il tappeto di synth fluttua costantemente intorno alla voce, che segue una melodia sognante e malinconica.
Il testo racconta di esperienze legate a tristezza e depressione.

Credits

I Vanarin sono:
David Paysden (voce, chitarra, tastiere), Marco Sciacqua (chitarra, basso, percussioni, seconde voci), Giuseppe Chiara (voce, chitarra, tastiere), Massimo Mantovani (voce, basso, chitarra) e Marco Brena (batteria, percussioni).

Registrato da Marco Ghezzi
Mixato da Marco Ravelli e David Paysden
Masterizzato da Leo Magnolfi
Prodotto da i Vanarin

Cover di Michael Paysden

Tutte le canzoni sono state scritte e suonate da i Vanarin
Sezione fiati: Rudy e Garba
Batterie aggiuntive: Francesco Crovetto

Un ringraziamento speciale a:
Le nostre famiglie, Roberta Sammarelli, Thomas Macdonald, Monelle Chiti, Rebecca Margescu, Frederick Paysden, Serena Oldrati, Gregorio Manenti, Giulia Brena, Laura Donati, Monica Albergoni, Dafne Pagura, Paola Ristoldo e NE/PA duo, NoElevatorStudio, Suonovivo, Alberto Ferrari, Gianluca Perucchini, Davide Lasala, Gregorio Conti, Ghisleri Antica Casa Musicale, Fabio Manzoni, Roberto Tini, Marcello Mantovani, Marco Bonanomi, Cipo, Paolo, Marek, Attila.

Commenti

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