Veracrash nasce sul finire del 2003 dall’incontro dei tre musicisti milanesi Marco De Salvo, Francesco Menghi e Federico Corbetta Caci. Tre anime come i tre vertici di un ipotetico triangolo musicale/geografico racchiuso tra Seattle, New York e la California, vale a dire tra il rock decadente tipico dei Melvins, il noise post hardcore à la Helmet e la psichedelia desertica di Kyuss e Masters Of Reality. Seguendo queste direttrici nel 2006 pubblicano The Ghost, Ep di 4 pezzi che ottiene un notevole successo di critica, permettendo alla band di girare l’Italia e condividere il palco con artisti come Brant Bjork and the Bros (USA), Truckfighters (SWE), Tre allegri ragazzi morti, Ojm, Morkobot e molti altri. Nel 2007, Mattia Mancuso prende il posto di Federico Albanese al basso e la band inizia a scrivere i brani per l'album di debutto. Quel che prende forma è 11:11, una lucida visione sul mondo, che si muove nelle pieghe di un rock aggressivo e psichedelico, registrato nel luglio 2008 ai Morbid Sound Studios di Milano con la produzione di Luigi Galmozzi, masterizzato ai Jupiter Studios di Seattle da Martin Feveyear (già al lavoro per Qotsa, Mudhoney, REM, Kings Of Leon) e curato nelle grafiche dal talentuoso Seldon Hunt (Isis, Melvins, Neurosis). Sorta di concept sul peccato e il contrappasso, la decadenza e la rinascita e corredato di riferimenti ermetici e simbolici, 11:11 è un disco di una potenza evocativa inedita per una band italiana al suo debutto, e che potrebbe suonare bene come colonna sonora di un film di Abel Ferrara o d'accompagnamento a un cocktail fra Aleister Crowley e Gustavo Rol.