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Descrizione

Il disco è una miscela di funk rock acid jazz beat.
Le nostre influenze variano da Beck a James Brown (con il quale abbiamo avuto l'onore di condividere il palco anni fa), Jtq, Jhon Spencer, Medeski Martin & Wood, Fela. In ambito italiano amiamo Area (alcuni componenti della band fanno parte di uno degli unici gruppi tribute di Area), Banco del muto soccorso, Rosolina Mar, Calibro35 ecc..
Sono 8 Brani strumentali uno cantato e una suite di piano.
Si parte con un brano spinto dal motore della sezione ritmica che prima espone un beat arrotolato, in pieno stile funk '70, e poi svaria su un ritornello retto dall'hammond e da un campionamento di una voce soul, una sorta di predicatore.
Il secondo pezzo e groove batteristico con tema di rhodes, quasi avantgarde strizzando l'occhio al jazz..
Tispari (ho voglia di piangere con te) è un disparone meditativo, dove il tema "cinematico" è cantato da un pianoforte acustico con un riarrangio centrale sorretto da una vecchia string machine logan.
Watcha gonna do, il brano con Bailey(vox), una sorta di "pietra miliare" dato che si tratta della prima canzone cantata firmata dal gruppo: un funk nerissimo, che, pure con soluzioni soul e acid-jazz abbastanza classiche, suona fresco grazie alla verve diabolica dei musicisti e del loro illustre ospite.
Parco moscerini, immaginate di finire in parco pieno di moscerini e di doverli abbattere per salvarvi. La colonna sonora è felice ed energica. hammond beat.
Si entra nella parte "violenta" del disco, Putiferio inseguimenti sabotaggi (sabotage Beastie boys) fughe in auto, u tappeto di groove che esplode in un rit classico. Finale da distruggere i P.A. (pezzo da ascoltare live (ndr)).
Black Palm pezzo che da il nome al disco per i mille richiami che avuto all'interno del gruppo.
Groove semplice un po' scofieldiano e un po' medeskiano.
Ottava takes (root down), il tempo di prendersi una pausa all'incrocio tra blues all'acquaragia e free jazz, un doppio sax solo sulla struttra nata da Jimmy Smith e resa popolare da Beastie Boys.
. Qui (n° 9) i Vertical mettono d'accordo funk e afro beat, creando una loro visione sonora, personale proprio perchè capace di impastare armoniosamente tra loro diversi tipi di "clichè" musicali.
(ghost track) A chiudere, (traccia 10) un poetico piano solo con il pedale del sostenuto che "respira" solo ogni tanto e una lunga coda di riverbero a stempera l'atmosfera.

Credits

Paolo Bortolaso (tastiere), Alessandro Lupatin (batteria), Filippo Rinaldi (basso), Nicola Tamiozzo (chitarra), Andrea Gastaldon (sax tenore), Antonio Gallucci (sax alto e baritono), Massimo Tuzza (percussioni), Ken Bailey (voce / liriche).

Record By Davide Venco
Mixed by Davide Venco
Master By Alan Douches @ WWSM (NY)

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