Descrizione

Un disco sulla parola nella parola.
Un disco che proclama e reclama quasi continuamente la parola
'parola' appunto e ne esalta, celebrandola, la sua unicità-molteplicità come il più affascinante dei paradossi.
E per mezzo delle parole stesse ci si proietta in dimensioni
'univoche' (equivoche)? Diventando il pacchetto del proprio
vissuto e del proprio immaginario.
ParOl, cessa di essere monosemico (destinazione polisemia),
in virtù delle poche o tante orecchie che da qui in avanti ascoltando, interpreteranno giudicando.
Niente di nuovo da questo punto di vista.
Quello che le parole possono o non possono dire-esprimere,
è un punto di non ritorno e questo di per se è intrigante.

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