Octopus è un disco che arriva dal passato, ma suona molto moderno e attuale.Il suono analogico di synth ed effetti ricercati dà il calore e la profondità del vintage,mescolando rock, psichedelica, latin rock e blues
in atmosfere coinvolgenti originali e moderne, pensate con in testa l'elettronica, la Spagna di Almodovar (da cui il nome della band, Volvér), le dune di Tarifa, a due passi dall'Africa. Lo preannuncia il nome stesso della band, volvèr, che in spagnolo significa tornare, ritornare, trasformarsi. Octopus parte dal passato, torna a ritroso nel tempo, ma poi contestualizza ciò che ha preso nel "qui ed ora". Quindi Mod-Vintage ovvero modern-vintage o anche vintage-modified.
Non solo. Perché volvér è anche il titolo di un film di Almodovar. E qui viene a galla l'altra passione della band quella per il cinema. E cinematica, soprattutto per l'uso delle tastiere (un sinth Korg Delta degli anni '70 e
piani elettrici effettati). Il cinema li porta a usare, come primo video di presentazione del disco, spezzoni di
"Nosferatu il vampiro", film muto del 1922
"Octopus" è 8, che poi è il simbolo dell'infinito, e 8 sono brani del disco. (Tarifa è una ghost-track!).
8 sono i giorni che ci ha messo la band a registrare il disco. Un tempo lampo... Quasi in presa diretta.Il disco è stato registrato in digitale ma con una cura e una ricerca dei suoni estrema, sperimentando sugli effetti in maniera del tutto analogica e manuale per ottenere una timbrica ed un marchio del tutto "nuovo" ..oggi.
I Volvér sono;
Voce e chitarre : Max Vita
Piani, sinth e cori : Davide Varoli
Basso : Marcello Colombo
Batteria e cori : Davide Bertuzzo