Giorgio Canali & RossofuocoUndici canzoni di merda con la pioggia dentro2018 - Rock, Indie, Alternativo

Disco della settimanaUndici canzoni di merda con la pioggia dentroprecedenteprecedente

Una lunga riflessione sulle sofferenze umane, sugli errori, sulle occasioni perse, sulla consapevolezza dell'immutabilità della propria natura.

In un titolo immaginifico e d'impatto, "Undici canzoni di merda con la pioggia dentro", Giorgio Canali racchiude tutta la sua scrittura sporca e vitale, immediata e sanguigna. Perché arrivato al traguardo dei sessant'anni, non ha mai smesso di essere se stesso, né alleggerito il carico dei suoi conflitti; nel settimo album con i sodali Rossofuoco ha ulteriormente affinato la sua miscela di introspezione e battaglie sociali, di critiche feroci e di parole corrosive, in una lotta serrata tra i mostri di fuori e i fantasmi di dentro.

Sette anni di tempo dall'ultimo disco di inediti è un periodo piuttosto lungo ma necessario, perché Canali e soci si presentano al nuovo appuntamento solo quando l'esigenza espressiva è vera, tangibile e irrinunciabile. "Undici canzoni" è un fiume di parole da ascoltare con attenzione, di riff funzionali, di ritmiche potenti. Ma è anche una lunga riflessione sulle sofferenze umane, sugli errori, sulle occasioni perse, sulla consapevolezza dell'immutabilità della propria natura. Coltivato a lungo, dall’album sbocciano fiori particolarmente rigogliosi: "Aria fredda del nord" che richiama atmosfere dilatate d’oltreoceano, "Fuochi supplementari" con il suo carico di desolazione e di dolore, e la lucida "Emilia parallela” sono probabilmente i più floridi. Una particolare ispirazione che si irradia in episodi diversi: "Mille e non più mille" e "Danza della pioggia e del fuoco" sono brani trascinanti e ben costruiti. E se "Messaggi a nessuno" e "E sta a te" rappresentano il lato più intimo ed emozionante della poetica del cantautore romagnolo, è in "Radioattività", vivido racconto della quotidianità che fa da cornice all'incedere marziale di un amore perduto, nella trascinante “Undici” e nella liberatoria "Piove finalmente piove", che se ne riconosce il linguaggio diretto e l'irriverenza.

Con un’identità chiara eppure così sfaccettato, Canali riesce ad essere universale: un fuoco che non si spegne mai e che aggiunge qualcosa di nuovo ad ogni capitolo della sua storia.

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La recensione Undici canzoni di merda con la pioggia dentro di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-10-08 09:00:00

COMMENTI (3)

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  • gagia8 anni faRispondi

    Grande Giorgio...come sempre!

  • gabrielesedda8 anni faRispondi

    Il migliore

  • giuseppecatani8 anni faRispondi

    Commento vuoto, consideralo un mi piace!