The Nuv (The New Ultraviolet Vanish) Belgian Hop(e) 2021 - Rock, Alternativo, Garage

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I Nuv cantano molto forte, abbastanza da sputare sangue e polmoni. E lo fanno parlando di demoni interiori e futuri apocalittici

Cantano molto forte, abbastanza da sputare sangue e polmoni. Stiamo parlando dei Nuv (per usare un verso di una loro canzone), la banda nata nel 2003 alle porte della Brianza, che torna nel 2021 mantenendo le sue radici rock, con un approccio più elettronico. Belgian Hop(e), pubblicato da Moquette Records, è un album istintivo e diretto, dove i demoni interiori vengono deformati e derisi per capovolgere i punti di vista.

In Check Out, un'inaspettata intro dalle sonorità country rock, la band ci presenta un testo goliardico e autoironico. Massiccia la presenza della chitarra di Demis Maloy Tripodi, tanto da poter definire il disco a metà strada tra l'alternative e il noise rock. Il pezzo più grintoso è Red Carpet, che sfiora arrangiamenti hard rock con un'impostazione vocale tenebrosa e sfrontata. È in Dread Frog che troviamo invece la novità del disco, ovvero l'arrangiamento elettronico, che non sovrasta però la spontaneità strumentale del gruppo. Tra i brani c'è anche una collaborazione con i Romano Nervoso: è Spillover, il pezzo meno aggressivo dell'album, che ricorda le atmosfere di 1979 degli Smashing Pumpkins. Non mancano testi che affrontano temi di attualità, come il riscaldamento globale e la visione distopica dell'ambiente in Supervisor.

I Nuv tornano con un disco che racconta l'urgenza di analizzare sé stessi e l'ambiente che ci circonda, con un linguaggio crudo e fulmineo. Cantano molto forte è vero, abbastanza da sputare verità e consapevolezze, in un periodo in cui alla musica servono concretezza e presa di coscienza.

 

 

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La recensione Belgian Hop(e) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-11-03 21:55:00

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