Il disco dei problemi di fase è letteralmente quello di cui avevamo bisogno: pop sofisticato che inizia piano ed esplode nella seconda parte
"Il quadro che ne viene fuori è quello di una persona che soffre ed è anche un po' disadattata". Questo sentiamo dire del disco dei Problemidifase in coda al quarto brano del disco dei Problemidifase. Una sorta di auto-definizione, una sorta di ricapitolo in medias res, per fare il punto della situazione: come sta andando il lavoro? La risposta è "molto bene", perché il disco dei Problemidifase, tutto quello di cui avevamo bisogno, è un lavoro dalle tante facce, dai tanti colori, che delinea la psicologia un po' affranta di una persona alle soglie della vita adulta.
Titoli scritti tutti in minuscolo, arrangiamento in parte minimale ma con grandi apertura di eleganza e di ricchezza sonora - lo zampino di Novecento si sente eccome -, e un paio di brani che rimangono in testa facilmente. Sembra essere una formula pre-confezionata, e probabilmente è davvero così. Ma dopo le formule c'è bisogno di chi applichi i teoremi, a questo magma sempre più ingestibile chiamato "pop cantato in italiano".
Il gruppo capitanato da Samuele Zenti ha assemblato un disco che si regge fondamentalmente su tre momenti di scrittura davvero niente male. L'incipit controfase, col suo ritornello dagli eco screamo - aggredito dalla collaborazione coi B-LAIMM -; altrove, seconda faccia di una medaglia sfaccettata e molto più pop, con arzigogoli ritmici elettronici e finezze acustiche; infine il gran finale nuvole/cenere, che comincia nel più canonico dei modi, strizza l'occhio alla scrittura di Marco Giudici, per poi lasciarsi andare a una metaforica esplosione.
Come nella tradizione di alcune grandi band britanniche degli ultimi tempi, i Problemidifase danno l'impressione di fare le cose semplici, si dedicano ad una scrittura così delicata da sembrare impercettibile, e al momento giusto sganciano la bomba, aprono il volume degli strumenti a poco a poco, e ci regalano tutto quello di cui avevamo bisogno, bella musica senza troppe pretese.
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La recensione tutto quello di cui avevamo bisogno di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-09 00:00:00

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