Un disco d'esordio che, tra finte emotive, dettagli nascosti e trasformazioni silenziose, si rivela solo a chi ha la pazienza di capirlo appieno.
Ascoltare Something Is Changing at Home, disco d’esordio di Gaia Rollo, è un po’ come scendere in campo per una partitella a basket e ritrovarsi davanti una guardia che gioca in NBA dopo averti mandato "dritto al bar" con un ankle breaker, ti spara in faccia un bel tiro da tre.
A un primo ascolto, questo album colpisce infatti per la sua stralunata introspezione, che sembra scorrere tutta su un unico, ipnotico piano. Se però gli si concede un secondo passaggio, meno "di pancia" e più razionale, l’opera prima dell’artista leccese inizia davvero a scoprirsi. Emergono dettagli, incastri, micro-scelte stilistiche che trasformano quello che sembrava un flusso uniforme in una trama sorprendentemente complessa: proprio come una finta eseguita alla perfezione, che ti fa perdere l’equilibrio, lasciandoti piantato a terra sul parquet a dire a te stesso, con una certa dose di onestà "Ok, di questo disco non avevo capito proprio un cazzo".
Grazie alle sue radici ben piantate nello sperimentalismo melodico dell’alternative pop, Something Is Changing at Home si muove con estrema naturalezza all’interno di vaste e variegate praterie sonore. Partendo dall’ambient folk e dal lo-fi del primo Bon Iver (She), il disco si lascia infatti attraversare da sferzate sintetiche art rock à la St. Vincent (Mountains) e crepuscolari arie elettro-orchestrali (Ghost), prima di tuffarsi tra le atmosfere implose del post-rock radioheadiano - nello specifico simil-Kid A - in dialogo costante con l’algida razionalità dell’IDM (Olivia).
Ne viene fuori un mosaico sonoro estremamente sfaccettato, costruito quasi interamente su strumenti elettronici – synth, drum machine e sequencer – che Rollo modella con notevole sensibilità. Le rare incursioni "analogiche" di chitarra funzionano più come appigli emotivi che come veri punti di riferimento, lasciando ai suoni "digitali" il compito di trasformarsi, di volta in volta, in flebili respiri ambientali o in vere e proprie scudisciate che si abbattono contro le pareti dei nostri padiglioni auricolari.
Un continuo gioco di contrasti tra forza e delicatezza, in cui il canto della musicista pugliese entra ed esce di continuo dal campo semantico, diventando strumento, presenza, eco o voce narrante di un processo di trasformazione costante, fatto di perdite (A), dolori necessari (Older) e piccoli gesti di sopravvivenza quotidiana (Remember to Eat) che, senza fare rumore, plasmano giorno dopo giorno la nostra essenza.
Something Is Changing at Home è un disco fatto di dettagli, sospiri e sottili tensioni emotive che, una volta uniti fra loro, costruiscono un impasto sonoro e lirico denso, screziato ed estremamente affascinante. Un album bisognoso della giusta dose di tempo e ascolti per essere apprezzato appieno e che, grazie anche all’ottima pronuncia in lingua inglese sfoderata da Gaia Rollo, appare come un lavoro dal respiro decisamente internazionale, nonostante si inserisca perfettamente nel meraviglioso novero di giovani cantautrici che stanno animando il sottobosco musicale italiano.
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La recensione Something is changing at home di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-06 23:59:27

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