PosamanEasy di Mezz'età2026 - Rap, Indie, Demenziale

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Un comedy-rap generazionale che trasforma le disgrazie dei moderni post-giovani in risate catartiche.

La vita è una merda? Beh, fatti una risata. È questo il mantra che Posaman - no, non il supereroe farlocco inventato da Lillo ma l'alter ego del rapper, producer e freestyler milanese Moreno Curti - ha seguito alla lettera durante la creazione di Easy di Mezz'età, il suo nuovo album.

A quasi sei anni di distanza da Cry 4ever, il musicista lombardo classe ’90 torna su Rockit con dieci tracce di comedy rap che raccontano con scanzonata amarezza le piccole grandi disgrazie del nostro becero presente. Quelle che colpiscono soprattutto i post-giovani: troppo adulti per fare baldoria senza conseguenze, troppo giovani per accettare con rassegnazione le cartelle dell’Agenzia delle Entrate.

In altre parole? Un’infinita sequela di rotture di coglioni trasformate in musica con rime e incastri fluidi e naturali, capaci, con quella punta di tragicomico sarcasmo à la Fabri Fibra, di mettere in fila le nostre nevrosi contemporanee come in un confronto all'americana.

Ci sono i bugiardi patologici intrappolati nella loro stessa tela di frottole (Posso spiegare), l'incubo delle tasse e cartelle esattoriali pronto a svuotarci le tasche anche nei giorni buoni (11184,99 cent), e il grande nemico dell’autostima maschile: la calvizie (Testapiattista). Abbiamo il confronto impietoso con i vent’anni – quando “fare serata” non implicava mal di schiena, kebab indigesti e matrimoni in crisi – raccontato insieme a Leon Riva in Non voglio il kebap. E infine tra "cene preparate, letti rifatti e piatti sgrassati", stoccate a chi nel 2026 crede ancora nel mito del maschio alfa che non si abbassa a fare le faccende di casa, "perché a quella roba lì ci deve pensare la mia donna" (Sono uno schiavo, in featuring con il musicista e cabarettista Elianto).

Accanto a beat, incastri e punchline, Curti apre anche un paio di parentesi indie pop su amici da evitare e amori complicati tra estremi(ste) politiche opposte (Il mio amico Tommi e Dritto nel cu…), e perfino un omaggio alla Milano suburbana in salsa reggaeton (El Raggeatón de Milàn). Deviazioni che spezzano positivamente il suono del disco, senza intaccare minimamente la vena comica che lo attraversa dall’inizio alla fine.

A conti fatti, Easy di Mezz'età è un disco che riesce a ridere (e non poco) per cose su cui spesso non c'è un cazzo da ridere. Dieci tracce che, dietro la loro apparente demenzialità, custodiscono verità incontestabili, servite con rime semplici ma puntuali, capaci di ritrarre immagini che sembrano uscite da una serata al bar con l’amico di sempre: quello che tra gin tonic, risate e turpiloqui vari finisce inevitabilmente a parlare dei massimi sistemi. 

Perché sì, il futuro è sempre più incerto, ma un vecchio detto continua a essere valido: "una risata ci seppellirà tutti".

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La recensione Easy di Mezz'età di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-20 19:09:30

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