The PeripheriesWestphalia2026 - New-Wave, Dark, Electro

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Dal trattato di pace del 1648 al caos moderno, "Westphalia" è una come notte post-apocalittica narrata in chiave dark wave

Un’apertura elettronica trascinante e sinuosa ci introduce in “Westphalia”, nuovo brano degli anglo-bolognesi The Peripheries, il cui sound tenebroso e dall’appeal fortemente internazionale ci riporta indietro di qualche decennio e ci fa viaggiare lungo le fredde terre teutoniche.

Questa canzone si costruisce un po’ alla volta, loop dopo loop, schema dopo schema, definendo man mano un’atmosfera dark wave notturna e pulsante che si prende i suoi spazi senza fretta, governata dalla voce di Carlo “Wiz” Rossi, che, con la sua narrazione in lingua tedesca, severa e a tinte fosche, trasporta in un universo post-apocalittico, il cui immaginario prende definitivamente forma grazie alle performance sonore di Claudio Bianconi (basso, loop), John Johnson (chitarra, synth), Sabina Morgagni (batteria) e Flaminia Samperi (synth, voce).

Ogni strumento ha qui un ruolo ben definito e mantiene sempre il proprio rapporto di intrecci e contrasti con le trame degli altri strumenti in un equilibrio calcolato al millimetro, con le ritmiche ipnotiche a far da pilastro mentre i synth donano personalità e dinamica. Il disegno intessuto alla fine rappresenta un quadro vespertino ma la cui oscurità è continuamente spezzata da lampi di luce al neon che giungono improvvisi come presagi fatali.

I The Peripheries scelgono, insomma, una strada fatta di cura compositiva, equilibrio e personalità per forgiare una canzone che cresce ascolto dopo ascolto. “Westphalia” è, infatti, il tipo di pezzo che non rivela (e non vuole rivelare) tutto al primo impatto, ma che proprio per questo dura nel tempo.

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La recensione Westphalia di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-29 10:19:38

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