Una storia di empowerment diventa la motrice argomentativa di questo singolo, che si sviluppa sul pentagramma in bilico fra i decenni
Una locuzione che nel mondo latino stava a indicare posti inesplorati e pericolosi diventa, per The Peripheries, il titolo attorno cui condensare una storia narrata su tappeti di sintetizzatori: arriva così alla pubblicazione "Hic sunt leones", singolo licenziato da Three Hands Records su distribuzione Symphonic.
Quasi quattro minuti dall'incedere preciso, che cadenza (martellando il giusto) le gesta di una giovane donna, abile a riprendere il controllo fronteggiando il mostro, proprio nella sua tana. Il forte impianto narrativo mette radici su sonorità tipicamente new-wave, in bilico fra i decenni trascorsi e il presente al fine di formalizzare un clash, davvero interessante, tra i generi che hanno ispirato il progetto e la volontà di restituire un valore aggiunto, qualcosa di personale da mettere nel processo creativo.
In tale ottica, The Peripheries dimostra di avere le idee molto chiare e il polso di chi ha abbastanza esperienza per arrivare con efficacia ai timpani del fruitore. Sarà interessante assistere agli ulteriori sviluppi del gruppo bolognese, che trova la propria zona di comfort nella materia digitale e in sede live, macinando chilometri per concerti fra Italia e continente europeo.
L'auspicio è di sentire presto nuovi inediti.
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La recensione Hic sunt leones di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-18 15:02:54

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