Daniele Ciavarro Anima.net 2026 - Indie, Alternativo, Shoegaze

Anima.net precedente precedente

Dream pop e shoegaze diluiti in un romanticismo digitale irrisolto.

Due spiriti lasciati in balia di loro stessi, divisi tra la sostanza della carne e la smaterializzazione digitale. È questa la dimensione, in bilico tra mondo sensibile e informatico, dentro cui vaga Anima.net, il nuovo singolo di Daniele Ciavarro.

A una manciata di mesi dall'uscita di Anedonia, il suo disco d'esordio, il cantautore, polistrumentista e producer cresciuto artisticamente lungo l'asse Roma-Siracusa, torna con un pezzo che prende le chitarre brillanti, dal forte piglio dream pop dei DIIV, annegandole prima in delay e riverberi - scelta che spinge il suono verso l'eterea tensione shoegaze dei Fine Before You Came di Nonsenso comune - poi in una scarica di distorsione che, tra il break e l'assolo, porta il pezzo dentro atmosfere più materiche e "nervose", vicine al rock alternativo italiano della prima ora à la Marlene Kuntz e Afterhous.

Su questa strumentale oniricamente malinconica, Ciavarro intona con una voce sussurrata e "di gola", graffiata ma mai rabbiosa, brandelli di versi dominati da un lirismo un po' "sfocato" ed ermetico, dal forte retrogusto verdeniano, che mettono al centro i fallimentari tentativi di contatto umano compiuti da due naufraghi emotivi che tentano di raggiungersi attraversando schermi, domini e proiezioni virtuali, senza riuscire davvero a toccarsi.

E io farei
Un’anima con il punto net
Almeno ti troverei
E naviga nei miei occhi e resta
Solo un respiro fra i denti

Canta Daniele Ciavarro nel suo ultimo singolo. Al netto di una vocalità che in alcuni passaggi insiste forse troppo sull’effetto breathy, Anima.net resta comunque un ascolto convincente, sorretto da una produzione sorprendentemente curata, soprattutto considerando la sua natura squisitamente "casalinga".

Un brano avvolto da un senso di sommessa nostalgia, che non cerca la critica facile (e anche un po' paternalistica) alla tecnologia ma si sofferma su quella percezione di un vuoto che resta quando il bisogno umano di vicinanza si disperde dentro il linguaggio freddo e infinito degli 0 e degli 1.

---
La recensione Anima.net di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-04 23:38:01

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia