Tra rarefazione e impulsi industrial, un brano che trasforma lo sguardo nel limitare delle nostre battaglie intestine.
Continua il viaggio di Donïa Nö, al secolo Tania Giommoni, tra la carne, le ossa e le fibre che compongono il corpo umano. A un paio di mesi dall'uscita di Lingua, la musicista nata in Toscana e cresciuta nella scena underground di Roma, torna con un nuovo singolo, dal titolo Occhi, spostando il proprio focus dal fascio di muscoli che connette mente e cuore al mondo esterno verso quello che, sin dai tempi di Platone, viene definito lo "specchio dell’anima".
Un passaggio anatomico che Giommoni riflette in un pezzo in cui la fisicità sensoriale lascia spazio ad atmosfere divise tra rarefazione e delirium mentale. Se in apertura viene sostenuto da un pulviscolo di note sospese, prodotte dai tasti bianchi e neri di un piano elettrico, mano a mano che i secondi avanzano, il suo ritmo accelera, squarciando la malinconica placidità iniziale con un sound cupo ed energico, in cui beat metallici si intrecciano a riff di chitarra serrati e frenetici.
Questa vera e propria metamorfosida ballad alternative-psichedelica a cavalcata in equilibrio tra alternative rock e industrial si accompagna a un testo che sembra procedere in controfase rispetto alla strumentale. Nei momenti più scarni, Donïa Nö poggia infatti la sua voce profonda e conturbante su cluster di versi più densi, che tendono invece a diluirsi in una sorta di mantra ossessivo quando la materia sonora si fa più corposa. Strofe in cui gli occhi diventano un luogo di verità, l'unica soglia possibile per riconoscere che qualcosa, dentro di noi, non va.
Lascia che mi perda nei meandri di me
Giù in profondità da dove non si sa
Riemergere
Nascondo gli occhi
Li ingoio dietro alle orbite
Canta Donïa Nö nelle prime battute del suo ultimo singolo. Pur inserendosi perfettamente nel percorso vespertino e decadente che Giommoni sta cercando di costruire uscita dopo uscita, Occhi è un pezzo capace di introdurre una frattura significativa, grazie a un'anima bifronte che genera una stimolante discontinuità rispetto a quanto fatto finora.
Una fusione contrastante tra musica e parole in grado di confermare il talento di Donïa Nö tanto sul piano sonoro quanto su quello dello storytelling, incuriosendoci (e non poco) verso le prossime tappe del suo errare tra materia e spirito, nelle pieghe più profonde di ciò che ci tiene insieme.
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La recensione Occhi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-04-17 20:24:26

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