BraffQualcosa in più2026 - Rap, Hip-Hop, Urban

Qualcosa in piùprecedenteprecedente

Quando il rap torna a raccontare invece che mostrarsi.

Qualcosa in più, il nuovo disco di Braff appare sin dal primo ascolto come un grande, grandissimo atto di amore verso la forma più pura dell'hip-hop: quella fatta di storie autentiche, raccontate con cura ed eleganza, grazie a rime e incastri figli di una sana spremitura di meningi e non di quel minimalismo espressivo che negli ultimi anni ha fatto sembrare la povertà tecnica come una scelta stilistica.

Anticipata dal singolo Che Effetto Fa, la seconda prova sulla lunga distanza del rapper cresciuto tra Genova e Milano raccoglie una decina di tracce che oscillano tra ricordi sbiaditi come vecchie polaroid dall'inesorabile scorrere del tempo e le vivide immagini di un hic et nunc che non perde mai l'occasione di deludere chi lo vive.

C’è la musica che sembra aver smarrito sé stessa tra i "numeri e algoritmi di una scienza statistica" di Outro (L’unica ragione), cantata in feat. con DJ KAMO, ma anche la gentile nostalgia della già citata Che Effetto Fa, dove una "vita di paese, gente semplice e poche pretese" riaffiora grazie anche al ritornello di Iacopoconlai e a un coro di bambini che sa di ricordi mai del tutto archiviati. Nel mezzo Qualcosa in più, in viene dipinto un presente sempre più dominato dal concetto di "apparire", dove ognuno di noi è chiamato a costruirsi una maschera per nascondere il buio che si porta dentro, con Ashes che affianca Braff in un dialogo ambiguo con una figura femminile che è insieme nemesi e alter ego dello stesso protagonista.

Una menzione d’onore, tanto per la qualità della sua narrazione quanto per la volontà di allontanarsi momentaneamente dal nucleo tematico più (auto)biografico del disco, va senza ombra di dubbio a Chi ha ucciso David Schulz?. Un piccolo cortometraggio noir in rima, che mette al centro la vicenda di Simon Schulz, detective consumato dall’ossessione di fare luce sull’omicidio del fratello David, "morto crollato a terra davanti ai suoi occhi sotto i colpi di una Beretta". Il risultato è un oggetto musicale anomalo, che in poco più di tre minuti ibrida l'affabulazione di un podcast true crime con la tensione di un thriller psicologico, grazie anche a un finale capace di rimescolare le carte in tavola, lasciando addosso quella sensazione di smarrimento tipica dei plot twist mindfuck in stile Shutter Island.

Tanti indizi narrativi che, una volta uniti insieme, diventano una prova concreta della qualità forse più preziosa di Braff: la capacità di raccontare storie con un flow misurato, mai sopra le righe, che accompagna rime e incastri su produzioni intrise di cultura urban old school. Un amore che trasuda da ogni angolo del disco, trovando la sua dichiarazione più esplicita nei tre skit che ne scandiscono il percorso, con un tributo ai sample soul-funk-jazz, agli scratch di vinile, alle bassline calde e a quel groove cassa-rullante che continua a far battere il cuore del boom bap.

A conti fatti, il merito più grande di Qualcosa in più è quello diriuscire a dialogare con il passato senza trasformarlo in un feticcio nostalgico. In questo suo secondo album, Braff guarda sì al rap che lo ha formato, ma lo utilizza per leggere un presente attraversato da insicurezze, maschere sociali e crisi identitarie che appartengono pienamente al nostro tempo. In una scena hip-hop sempre più schiacciata dalla dittatura dei numeri, dalla volgarità e da un immaginario che troppo spesso confonde l’ostentazione con la personalità, questo disco sceglie una strada diversa, fatta di scrittura cum grano salis, racconti e sostanza.

Perché forse, prima ancora di inseguire l’ennesima tendenza, il rap avrebbe bisogno di ricordarsi ciò che per decenni lo ha reso una delle forme artistiche più vitali e antagoniste della cultura contemporanea: la capacità di smascherare l’apparenza invece di celebrarla. Un compito che Qualcosa in più porta a termine in maniera egregia lungo tutta la sua tracklist.

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La recensione Qualcosa in più di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-03 12:06:17

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