asianoia carneplastica 2026 - Cantautoriale, Rock, Alternativo

carneplastica precedente

Con "Carneplastica", gli Asianoia firmano un lavoro intenso, inquieto e profondamente contemporaneo.

Con "Carneplastica", gli Asianoia realizzano un esordio sulla lunga distanza che evita accuratamente le scorciatoie del revival post-punk e sceglie invece di costruire un linguaggio già in qualche modo personale, radicato nella provincia italiana e nelle sue inquietudini più profonde, per trasformare il disagio contemporaneo in materia narrativa e sonora.

Il titolo racchiude già il nucleo dell’opera, in cui i riflettori sono puntati appunto sulla fragilità organica della "carne" e sull’artificialità della "plastica" dei comportamenti sociali, inanellando lungo i 10 brani una serie di individui sospesi tra autenticità e rappresentazione, tra desiderio di appartenenza e alienazione. La band ravennate non propone comunque una denuncia sociale diretta, preferendo mostrare piuttosto le contraddizioni che attraversano la quotidianità.

Dal punto di vista musicale, "Carneplastica" si distingue per l’equilibrata sintesi di urgenza e razionalità, con chitarre in tensione costante sostenute da una sezione ritmica nervosa e da synth in grado di disegnare scenografie elettroniche sinuose e oscure. Su questa impalcatura strumentale si inserisce la voce, che assume un ruolo centrale nell’economia del disco. Le linee vocali si pongono, infatti, come veicolo espressivo di un racconto dalle diverse sfumature, da quelle più sommesse ("Sangue x4", "Il punto preciso in cui ti hanno accoltellato", "Nascosto dalla luce") a quelle più energiche ("Raskolnikov", "Nuova fabbrica") fino a sprazzi ruvidamente narrativi ("Irene cura l’informale", "Pomeriggio banale") in base alle suggestioni emotive dei brani. I testi sono, inoltre, ricchi di immagini poetiche e riferimenti culturali con una metrica che talvolta non rispetta gli accenti delle parole, creando un effetto straniante probabilmente voluto ma che necessita di più ascolti per esser meglio assimilato.

Uno degli aspetti più riusciti di questo disco è comunque la capacità di rendere universali situazioni apparentemente marginali. La provincia, il lavoro, la salute mentale, la paura della morte e il bisogno di relazione emergono come elementi di una stessa condizione esistenziale. In questo senso "Carneplastica" funziona come una fotografia sfocata ma sincera del presente.

Se in alcuni passaggi la forte componente concettuale rischia di prevalere sull’immediatezza dell’ascolto e le strutture dei brani vengono spesso travolte da cambi di atmosfera, aperture melodiche inattese e momenti di improvvisa abrasione sonora, l’album riesce comunque a mantenere una notevole compattezza narrativa e sonora dall’inizio alla fine. È certamente un lavoro che richiede attenzione e ascolti ripetuti ma che premia alla fine chi accetta di entrare nel suo universo fatto di tormenti e riflessioni. 

---
La recensione carneplastica di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-16 18:15:25

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia