zaib villain 2026 - Pop, R&B, Urban

villain precedente precedente

Trasformare le ferite in identità, senza smettere di guardarle negli occhi.

Con villain, il suo nuovo singolo, Zaib - moniker dietro cui si cela il cantante italoivoriano ZouZoua Axel Israel Blé - capovolge una delle frasi più iconiche de Il Cavaliere Oscuro, "O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo", pronunciata da Harvey Dent prima della sua trasformazione in Due Facce, uno dei più acerrimi nemici di Batman.

Prodotto dall'etichetta milanese Hummingbird Muzik, il brano mette al centro il difficile rapporto dell'artista con le proprie radici africane, cristallizzato nel legame conflittuale con la madre. Incapace di accettare l'identità e i tentativi del figlio di farsi strada nel mondo della musica, la donna ha deciso di erigere nel corso degli anni un muro fatto di silenzi autoritari e racconti che finiscono sempre per dipingerlo come "il cattivo della situazione". Proprio come quel fantomatico "antagonista" evocato dal titolo del singolo.

Un percorso difficile e travagliato, da cui Zaib attinge per riempiere d’inchiostro nero come la pece la propria penna. Il risultato è un racconto crudamente biografico, riflesso in strofe e ritornelli attraversati da una delusione che affiora sotto una spessa coltre di sarcasmo, attraverso cui il cantante veneto giunge a una verità tanto dolorosa quanto inevitabile: per mostrare la propria vera natura è costretto, in fondo, a diventare genitore di sé stesso.

Uh ah, hai solo dogmi nella testa
Aiaa, ti brucia che non basta il DNA
Sarà che vivi solo di violenza
Taglio via il cordone
Spazzo via il legame

Canta Zaib nel suo ultimo brano. Questo processo di reparenting viene trasformato in musica grazie a una base che intreccia profondi beat di 808, delicati fraseggi di chitarra e texture di synth dal forte retrogusto ambient. Ne nasce un'interessante fusione tra hip hop e R&B da cui emergono, a tratti, suggestioni psichedeliche: un mix sonoro squisitamente urban, quasi à la Mace, in grado di amplificare la tensione continua tra senso di smarrimento e desiderio di autoaffermazione che attraversa l’intero pezzo.

A rendere ancora più tangibile questo conflitto ci pensa la voce di Zaib, dominata da un timbro black estremamente duttile, capace di passare dalla vulnerabilità quasi stralunata delle strofe a una sensualità intensa quando il cantante decide di spingere di più con l'ugola nei ritornelli. 

A guerra (forse) finita, villain è un brano coraggioso, che sceglie di mettere a nudo una ferita ancora aperta senza cercare scorciatoie consolatorie. Il grande merito che deve essere dato a Blé è quello di esporre in questa traccia uno degli aspetti più intimi e dolorosi della propria storia con una sincerità che non sfocia mai nell'autocommiserazione, ma si traduce in una presa di coscienza lucida e spietata. Cosa decisamente più facile a dirsi che a farsi.

---
La recensione villain di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-07 23:23:49

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia