Un indie pop che profuma di pensieri che non riescono a prendere sonno.
Con Sale, il suo nuovo singolo, Galeone porta avanti la sua navigazione sospinta da un vento di amorevole inadeguatezza, che trasporta con sé frammenti di vita quotidiana. A un paio di mesi dal piccolo e adorabile cortometraggio domestico ritratto in Fiammiferi, il cantautore romano torna con un pezzo animato dalla stessa, tenerissima goffaggine emozionale del suo singolo d'esordio.
Prodotto da Giungla Dischi/Dischi Belli su distribuzione Artist First, Sale riversa infatti nei nostri padiglioni auricolari una scarica di immagini che anestetizzano la mente di una persona incapace di abitare un presente in cui continua a sentirsi irrimediabilmente fuori posto e che preferisce aggrapparsi ai ricordi di posti, persone e situazioni ormai sbiaditi dall’inesorabile passaggio del tempo.
Un sogno quasi febbrile, dentro cui ribollono brandelli di pensieri che, nella loro sconnessa giustapposizione, sembrano essere stati partoriti da qualcuno ostinatamente impegnato a trovare un punto fermo dentro un hic et nunc sempre più provvisorio e sfuggente. Ogni tentativo di dare una forma compiuta a ciò che sente finisce però con l'ingarbugliare ancora di più il filo del discorso, trasformando ogni sua velleità di mettere ordine nel caos in un nuovo, sconclusionato cortocircuito emotivo.
Luna che scotta, mettila in forno
Passami il sale, passami il sonno
Oggi ti immagino di nascosto
Fammelo fare, lasciami rotto, lasciami stare
Canta Galeone nel suo ultimo singolo. Questo indefinito senso di mancanza, che sembra inseguire qualcosa destinato a non prendere mai davvero una forma, si riflette in un indie pop retronostalgico e maledettamente orecchiabile, dove synth stralunati e granulosi si intrecciano al legnoso e accogliente abbraccio di una chitarra acustica arpeggiata.
Pur avvalendosi di un sound più levigato e "architettato" rispetto all'attitudine squisitamente unpolished di Fiammiferi, Sale riesce comunque a ricreare in maniera molto vivida la sensazione di una testa troppo piena, in cui i pensieri si accavallano senza trovare un ordine, né tantomeno una tregua. Il merito va sicuramente alla scrittura di Galeone, che con la sua sghemba dolcezza riesce anche questa volta a trasformare l’inadeguatezza in un posto sorprendentemente accogliente.
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La recensione Sale di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-10 23:07:30

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