Tra reggae latino e resilienza (quella vera), un inno di speranza che non cade nella trappola della retorica.
Positivismo olistico e atmosfere che volgono lo sguardo verso un angolo di mondo, il Sud America, dove gioia e malinconia si fondono senza soluzione di continuità. Sono queste le due pietre angolari su cui Martin Navello ha deciso di poggiare Positive Vibrations, il suo nuovo singolo.
A una manciata di mesi dall'uscita di El Vino, il cantautore nato in argentina - ma da anni di stanza in Italia - torna su Rockit con un pezzo nato dal ricordo di una cara amica di Buenos Aires, alle prese con una lotta impari contro una malattia terminale. La donna, nonostante la situazione pressoché disperata, gli ripeteva sempre: "Piensa bonito, porque si piensas bonito, sucede bonito”. Uno di quegli incontri in grado di ridimensionare la scala delle nostre priorità, ricordandoci quanto spesso scambiamo piccoli inciampi per ostacoli insormontabili.
Alternando strofe in spagnolo e ritornelli in inglese, Navello fa ruotare questo suo ultimo brano attorno a una parola oggi tanto evocata quanto fraintesa: resilienza. Un termine qui restituito nella sua accezione più autentica, lontana dalla retorica motivazionale con cui troppo spesso viene tirata in ballo. Nessun ottimismo ingenuo o positività a ogni costo, ma un omaggio a chi continua a scegliere di "vedere il bicchiere mezzo pieno", pur sapendo quanto la realtà offra pochissimi motivi per farlo.
Un messaggio che il musicista porteño affianca a un impasto sonoro costruito attorno ai ritmi in levare del reggae, qui però privati della loro consueta solarità caraibica da un velo di malinconia sudamericana, affidata a una trama di accordi minori. Contaminazioni provenienti dall'emisfero australe, capaci di spingere il brano verso una terra di nessuno, contesa tra la patchanka cosmopolita di Manu Chao e un latin rocklegittimato da un cremoso assolo di chitarra dai toni chiusi, che strizza l'occhio ai fraseggi caldi e cantabili di Carlos Santana.
Con Positive Vibration, Martin Navello trasforma il proprio bagaglio umano e musicale in una dichiarazione d’intenti, prendendo la leggerezza del reggae, la nostalgia del Sud America e un’esperienza personale impossibile da dimenticare per dare forma a una canzone che va oltre la piacevolezza del suo sound. Una traccia ottimista ma tutt’altro che ingenua, animata dalla consapevolezza che, in un mondo dove le avversità sembrano la regola e le cose belle l’eccezione, scegliere come guardare ciò che ci accade non cambia la realtà, ma può renderne il peso un po' più sopportabile.
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La recensione Positive Vibrations di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-17 12:14:01

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