Quando la pista da ballo diventa il posto peggiore per dimenticare.
Una donna che dalla carne si fa idea, una cassa dritta e persino un pizzico di Alfred Hitchcock. È questo lo strano trittico attorno a cui Dario Cuomo ha deciso di costruire Femmena Femmena, il suo ultimo singolo.
Prodotto dall'etichetta romana Troppo Records su distribuzione The Orchard Italia, l'ultimo pezzo del musicista campano classe '92 ribalta l'equazione che nella musica ci fa associare il sentimento della malinconia ad atmosfere raccolte e sommesse, sfoderando un sound che unisce la melodrammaticità della canzone d'amore napoletana con un'elettronica dal timbro caldo e retronostalgico.
Tre minuti abbondanti di ascolto, nei quali linee melodiche "pizzicate" e texture morbide di synth analogici si adagiano su un tappeto di bassi allungati e beat four-on-the-floor, dando vita a una traccia che, pur restando nei paraggi dell'alternative R&B sintetico di Liberato, spinge con ancora più decisione sull'acceleratore della "ballabilità", strizzando l'occhio all'eurodance contemporanea à la Peggy Gou di (It Goes Like) Nanana.
Una miscela che, volente o nolente, costringe il nostro corpo a muoversi al ritmo di quella stessa cassa dritta che ne determina l'essenza. Ed è proprio qui che Dario Cuomo vuole andare a parare. Femmena Femmena mette infatti in scena lo lo stesso cortocircuito emotivo di chi entra in una discoteca affollata con l'unico desiderio di restare in disparte, aggrappato a un drink e ai propri pensieri, salvo poi lasciarsi trascinare, quasi senza accorgersene, dalle luci al neon, dal battito ossessivo dell'impianto e dal movimento di decine di corpi sudati, nel tentativo di anestetizzare uno struggimento che, in realtà, continua a pulsare sotto la pelle.
Una frizione da cui la traccia trae la propria forza, accostando un'estetica spudoratamente dance a strofe - cantate in dialetto napoletano - nelle quali Cuomo sembra procedere in direzione opposta, trasformando un parapiglia amoroso che sfiora l'autodistruzione in una sorta di MacGuffin hitchcockiano. La fine(?) di una relazione diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia, che eleva la donna amata a simbolo di un sentimento capace di spingerci, con la stessa intensità, verso le vette più alte e gli abissi più profondi del nostro essere.
E tutto chell’ ch’è succiesso
Io e te annure a piglià ‘a freve
Chiudo ll’uocchie e già me vieni ’n suonno
Canta Dario Cuomo nel suo ultimo singolo. A conti fatti, Femmena Femmena è un pezzo che vive e respira di contrasti, tanto sul piano musicale quanto su quello concettuale.
Un brano con cui Cuomo prende la dolorosa passione che attraversa la tradizione musicale della sua terra e la trasporta nella contemporaneità con un sound freschissimo, maledettamente orecchiabile nella sua ipnoticità. Il risultato? Una metafora che in poco più di tre minuti ci mostra come a volte mettere d'accordo istinto e ragione, corpo e sentimento sia un affaire maledettamente complicato.
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La recensione Femmena Femmena di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-31 23:39:09

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