Tra rock classico e sonorità più eteree, Hollow è un pezzo che ben si inserisce nel contesto della celebrazione dei vent'anni dei Nagual
Tra qualche settimana la rock band piacentina Nagual rilascerà un EP che celebrerà il loro ventennale. Un traguardo mica da scherzo: continuare a capirsi, trovare i compromessi per comporre brani che possano andare bene a tutti i componente e - non da meno! - incastrare le giornate in sala prove e i live nelle proprie vite quotidiane per due interi decenni è un'impresa che non a tutte le band riesce. Per l'occasione, hanno composto alcuni brani inediti, tra cui Hollow.
Il pezzo unisce il rock più classico e puro, che contraddistingue soprattutto la produzione iniziale della band, con un ritornello e un riff più orecchiabili, ariosi. Non per questo, però, la potenza di fuoco è addomesticata: nelle lunghe note cantate nel ritornello e nell'onnipresenza della chitarra elettrica, il brano è convincente e non si allontana delle intenzioni che hanno, negli anni, accompagnato i Nagual. La struttura ritmica semplice dell'inciso funziona, nella misura in cui riesce a far incollare la traccia in testa dopo pochi ascolti, e le velleità di pogo non sono smussate dalla produzione più soft.
Di fronte a brani che rispettano in modo così puro il genere a cui appartengono, è sempre lecito domandarsi quale possa essere la loro collocazione: difficilmente potranno vincere nuovi fan per la band, dal momento che comunque rimangono inseriti in una certa bolla compositiva. È altresì vero che, a questo punto della loro storia, l'obiettivo dei Nagual, più che allargare il bacino d'utenza, è festeggiare i traguardi raggiunti. Uscirà anche un filmato celebrativo, con frammenti registrati negli anni, ad accompagnare il ventennale. E un brano come Hollow, in questo contesto, calza molto bene.
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La recensione Hollow di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-28 08:30:00

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