Descrizione a cura della band

Ad Libitum è il quarto album del rapper senese, e marsigliese di adozione, Zatarra (1978).

Un disco “fuori moda, fuori tempo e fuori luogo”, come lo definisce, non senza ironia, l’autore stesso. Fuori moda per l’omaggio esplicito ai valori originari dell’hip hop, estetica compresa, e a vari esponenti dell’epoca felice del rap. Fuori tempo per l’obliquità naif delle metriche e del flow, con la cadenza francese del sud che prevale anche quando le rime sono in italiano, spiazzando l’ascoltatore. Fuori luogo perché, nonostante si tratti di un disco nato in Italia, l’etichetta e distribuzione, Musicast, è francese, ci sono vari ospiti marsigliesi e con ogni probabilità i suoni risulteranno più familiari a Marsiglia che in qualsiasi altro posto al mondo.

Ad Libitum è un disco che evoca la tranquillità, che celebra lo svago, che ispira nostalgia, che aspira alla serenità e trasmette voglia di vivere. Questi tratti derivano anche dalle circostanze in cui è stato prodotto: Zatarra da un anno e mezzo combatte con gravi problemi di salute che ne condizionano la quotidianità. Pochi mesi prima di iniziare la trafila di esami clinici - ormai, per forza di cose, periodica - è diventato per la prima volta padre, e la presenza di sua figlia nel disco si fa sentire. La paternità e il rap gli hanno dato e continuano a dargli la forza di reagire e resistere.

Oltre all’omaggio al movimento hip hop, i testi dunque non possono essere che all’insegna dell’introspezione con riferimenti, più o meno espliciti, alle vicende personali, con Marsiglia, città prediletta, sempre lì sullo sfondo con il suo mare, le sue tradizioni e i suoi personaggi. Ad Libitum è un disco in cui Zatarra, nel bene e nel male, volente o nolente, racconta un cambiamento radicale avvenuto nella sua vita. Tutto condito da citazioni sia hip hop sia letterarie o comunque di personaggi pubblici di rilievo: ci sono Verlaine, Krim Belcacem (leader del FLN algerino), Manolis Glezos, Pino Cacucci ma anche Muhammad Ali, e ancora Corto Maltese e altri che i più attenti scorgeranno tra una rima e l’altra.

Gli ospiti sono sia italiani sia francesi ma con un tratto comune: la condivisione di una concezione dell’hip hop come movimento ispirato prima di tutto a valori di fratellanza. I nomi sono quelli di Esa, autore anche dell’artwork di copertina, di Dj Djel, già parte dello storico gruppo marsigliese Fonky Family, di Boss One, membro di origine comoriana dei 3ème Oeil, di due voci femminili come quelle di Orel Sowha e Layla, della voce storica delle seconde generazioni italiane, Amir, e di un’altra più giovane, Zanko El Arabe Blanco, e ancora del milanese Mazza Ken, di Danomay, Profeta Matto, Fanta Dj e dei ragazzi del laboratorio hip hop tenuto in passato da Zatarra, Lo StRAPpo, in una affollata bonus track che riprende il titolo del disco.

Ad Libitum rende onore allo spirito hip hop delle origini anche perché ogni rima è un atto di amore rivolto agli affetti, alle passioni e a tutti gli altri aspetti fondamentali della vita di Zatarra.

Credits

01 Guernica (prod + scratch Testa Calda)
02 Old School feat Esa, Boss One, Dj Djel (prod Passion Hi-Fi)
03 Partout feat Orel Sowha (prod + scratch Msb L’uzine)
04 Le petit prince (prod Shaka Gius)
05 #Italiano feat Amir, Layla, Mazza Ken (prod H-Cud)
06 L’untore feat Danomay, Profeta Matto (prod Jack Sparo / scratch Fanta Dj)
07 Zenith et Nadir feat Zanko El Arabe Blanco (prod Dj Burim)
08 Muhammad Ali (prod Krash Prod)
09 Tu chériras toujours la mer (prod Andrea Il Prof Chiovelli)
10 Tranquille (prod H-Cud)
11 Me(diterraneo) (prod Hanto)
12 Agata Marie Marseille (prod Echo2k)
13 Invictus (prod Reizon)

BONUS TRACK
14 Old School (original remix by Esa)
15 Ad libitum feat Lezzo, Hiro, Mosaico, Ego, Prisco, Testa Calda, Reizon, Fake, Shaka Gius, Mr. Tinka (prod Msb L’uzine)
16 Anarchici, briganti e partigiani (prod Uvaozio)

COVER ARTWORK di Esa

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