Descrizione a cura della band

Diverse Identità è il mini album degli Zero Conditional, band salentina, contenente 5 pezzi che differiscono
per tema, andamento melodico e ritmico, uniti però da un unico grande filo conduttore che fa da collante:
la vita. I testi raccontano 5 spaccati d’animo, 5 mondi diversi, accomunati però dal medesimo affanno di
vita e d’amore. La canzone d’autore italiana ed il pop-rock britannico/europeo degli anni 90 e 2000, chiari
riferimenti stilistici per gli Zero Conditional, creano un amalgama di suoni lisci, il risultato è un sound
melodioso e dalle armonie di velluto.

Credits

Zero Conditional
Line up:
Salvatore Fiore - Voce
Alberto Ruggio - Chitarre
Giuseppe Greco - Basso

Gli Zero Conditional nascono dalla volontà di fondere le diverse esperienze musicali dei componenti in un sound liquido e melodioso, denso e duro, con riferimenti alle sonorità tipiche del pop-rock nazionale ed internazionale
Il “giovane” progetto musicale Zeroconditional nasce dalla reunion di “vecchi” amici: Salvatore Fiore, Giuseppe Greco, Alberto Ruggio.
Alberto Ruggio imbraccia la chitarra all’età di tredici anni, al liceo forma la sua prima band, i Dirty Birds, che interpreta cover rock e punk rock. Amico d’infanzia di Giuseppe Greco, i due si legano anche musicalmente, scoprendo una grande affinità musicale e formando presto una nuova band. Ma le loro strade si dividono a causa degli studi universitari: Giuseppe lascia il Salento per Milano, dove suona il basso in formazioni new metal come i Daemons’ Club (2002- 2006) ed i Rev’o (2007-2011), giungendo ad esibirsi al Rolling Stone e all’Alcatraz assieme a band del calibro di Velvet e Negramaro (2005); con i Rev’o prende parte al prestigioso Sum Fest Rock - Romania (2010).
Alberto continua a vivere l’underground salentino; suona Oasis, Smashing Pumpkins, Red Hot Chili Peppers, U2, Soundgarden ed Audioslave. Nel 2011 fonda una tribute band dedicata agli U2, i Bloody Sunday, molto apprezzata nel Salento, la quale, interpretando Where the streets have no name, ottiene, nel 2013, un riconoscimento nel concorso “Beautiful Cover U2 ”, contest nazionale tra Tribute Band U2, organizzato a Torino dal sito U2360gradi.it. Alberto ha anche preso parte agli ultimi eventi musicali della Yamaha Music School di Lecce come chitarrista.
Nel 2011, appena tornato da Milano, Giuseppe Greco conosce Salvatore Fiore. Insieme suonano nei Kena, band che tira fuori un sound asciutto e semplice e che ottiene un buon esito nel Salento.
Salvatore Fiore scrive canzoni da sempre; i Kena non sono stati l’unica sua esperienza in formazione: durante il periodo universitario, infatti, canta nei Sasma, una band di rock psichedelico che ha come punti di riferimento i Sonic Youth ed i Marlene Kuntz; scioltisi i Sasma, Salvatore collabora come cantante e chitarrista a diversi progetti musicali di cover, interpretando Afterhours, U2, Verve, Oasis, Blur, Coldplay.
Nel 2012 la band Kena è ospite da varie emittenti radiofoniche (Radio Salentuosi, Ciccio Riccio) e vince un Contest al Coffeandcigarettes di Lecce come band più votata dal pubblico (maggio 2013).
I successi ottenuti fanno da catalizzatore per avviare un nuovo corso; si avverte la necessità di un cambiamento, e Salvatore esprime più volte l’esigenza artistica e personale di intarsiare i suoi testi su “frammenti di melodramma”, non più espressioni individuali, ma vere e proprie “canzoni”, per questo, ne scrive di nuove, una quindicina, “canzoni” che parlano di futuro, memoria, sesso, amore, incostanza, speranza. Giuseppe Greco invita il suo amico d’ infanzia Alberto a sposare il nuovo progetto: nascono gli Zeroconditional.
Il nome Zeroconditional trae ispirazione dal condizionale di tipo zero della lingua inglese: se si verifica un’ ipotesi all’ora certamente si verificherà l’azione o il fatto a cui l’ipotesi fa riferimento …
Zeroconditional: speranza di certezza in un oggi inquieto, caduco, profondamente incerto.

Commenti

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