Love. Underground. Psychedelic. Dream. Sadness. Madness. Sweety. Colorful. Mistery.

“Sweet Jane and Claire” è il nome del progetto (ma è già più di un progetto) che Luca Zotti (chitarre/synth/noise), Pablo Zollo (voce) ed Angelo Zampelli (batteria) hanno avviato nel gennaio del 2012. Ad essi si sono aggiunti Giulio Izzo (basso) e Luigi Mercurio (chitarre), per formare un quintetto, tutto della Valle Vitulanese.
Le suggestioni rock di “Sweet Jane and Claire” sono numerose per un prodotto assolutamente inedito, che mescola con originalità e chiarezza le carte del cantautorato rock e della psichedelia d’oltreoceano, con venature alt-folk, shoegaze e indie e con uno sguardo deciso alle sonorità elettroniche.
Nell'aprile 2012 registrano i loro primi 2 inediti : "Rab-bit" e "Lady Rainbow" presso il "New Noise Studio" di Foglianise, continuando senza sosta il lavoro sugli altri brani, per una scaletta che, dal vivo, mostra per intero l’entusiasmo e i “colori” di un rock sempre più aperto alle contaminazioni.
La band, attualmente, sta lavorando sul live set, con un sogno nel cassetto (che sta per aprirsi): l’Inghilterra e le grandi possibilità che ancora oggi offre ai musicisti di tutto il mondo.
“Sweet Jane and Claire” ha completato la registrazione del suo primo disco : "Sticky Caramel Mind"


Quando la sperimentazione sonora incontra i linguaggi del pop e si fonde in una forma canzone intuitiva e godibile:
Sweet Jane and Claire rappresentano il perfetto punto di incontro tra le distorsioni alla Sonic Youth e la psichedelia
di Brian Jonestown Massacre. Ascoltandoli per la prima volta non si penserebbe certamente all'Italia come terra di
origine eppure il quintetto composto da Luca Zotti (chitarre/synth/noise), Pablo Zollo (voce), Angelo Zampelli
(batteria), Giulio Izzo (basso) e Luigi Mercurio (chitarre) arriva dalla provincia di Benevento e con un percorso –
iniziato nel 2012 – ben chiaro in mente: mischiare le carte e creare una propria formula che racchiuda la psichedelia
d'Oltreoceano e l'indie rock di matrice anglosassone.
La band inizia a muovere i primi passi incidendo le sue prime due canzoni nella primavera del 2012 ("Rab-bit";"Lady
rainbow") e suonando da subito in giro per l'Italia facendosi un piccolo stuolo di sostenitori; continuando a lavorare
sul tipo di sonorità da raggiungere e una scrittura che al tempo stesso disorienti e accarezzi Sweet Jane and Claire
arrivano dopo poco più di un anno a realizzare il loro primo disco: Sticky Caramel Mind.

Alessandro Panzeri -BulbArtWorks


Per chi fosse sostenitore degli inglesi Telescopes non dimentica facilemente lo stupore nel ritrovarsi di fronte un muro di suoni/rumore in piena regola. Ecco tanto tempo fa i Telescopes erano molto simili al tipo di gruppo che sono oggi gli Sweet Jane And Claire. Negli anni novanta i Telescopes si rifacevano alla psichedelia sixties e alle atmosfere acide dello shoegaze senza abbandonare l'andamento melodico pop rock, inaugurando così insieme ad altri attori fondamentali (Primal Scream,My Bloody Valentine) una stagione proficua di ottimi dischi. Sticky Caramel Mind è un disco dai mille volti, dentro c'è la follia psychedelica (Gabby) e il rock notturno (Lovely Surfer). Ma questo è solo l'ennesimo gruppo italiano che vuole affermarsi oltre i confini italiani. La Musica è sensazionale, le chitarre squillanti, la voce un po' “lasciva” e il timbro stordente di un pezzo come “Golden Spoon” sorprendono per vivacità. Sia le ritmiche veloci che lente esaltano il carattere psych di molti spunti (She Draws Airplanes). Nel contesto italiano questa band spicca sulle altre per qualità ed energia, il recupero della psychedelia di “Lady Rainbow” è pregevole /e ricorda da vicino i Kula Shaker) perchè rimane fortemente all'interno dello spettro stilistico proposto.Si sanno muovere agilmente tra atmosfere allucinanti e sensazioni del passato aprendo poi il suono a vibrazioni nuove e ritmiche elettroniche. Gli Sweet Jane And Claire sono ufficialmente entrati nel ristretto circolo delle band che al primo disco riescono a sintetizzare un'enciclopedia di riferimenti estetico-musicali senza temere contronti e con la dovuta originalità. Una miriade di stimoli dunque per una band che può conquistarsi e merita, senza dubbio, un pubblico internazionale. Complimenti.


Di Ivan Tedeschi, critico musicale