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Descrizione a cura della band

Uscirà il prossimo 20 maggio 2016 l’omonimo disco d'esordio per La Tempesta Dischi.

Due voci ed elettronica per un pop-rock dalle sfumature psichedeliche: un debutto dalle liriche dirette ma sognanti, che racconta viaggi, fughe e la distanza a volte indispensabile per leggere con maggior oggettività gli eventi personali e il mondo.

Il disco è stato registrato fra Torino, Bologna e il basso Piemonte. Otto degli undici brani vedono la produzione artistica di Gianni Masci, anche musicista aggiunto su alcuni pezzi; l'album è stato mixato da Ale Bavo al Blu Room Studio di Chivasso e masterizzato da Giovanni Versari.

Il gruppo, inizialmente composto da Giovanni Facelli (voce, chitarra, synth e autore dei testi), Federica Addari (voce, synth) e Luca Francia (synth, piano elettrico, drum machine), si forma nel 2014 con l'ingresso di Valentina Francini (basso) e Francesco Seitone (chitarra, drum machine).
Nello stesso anno Lo Straniero è finalista del RockContest di Controradio, dove ottiene il “Premio De Pascale” per il miglior testo in italiano. A marzo 2015 è “Artista della Settimana” su Mtv New Generation. Tra la fine del 2014 e il 2015 il gruppo è stato impegnato in un primo tour di 30 date (opening act per Teatro degli Orrori, Spartiti - Max Collini Jukka Reverberi, Nàdar Solo), oltre ad esser selezionato dalla giuria tecnica come finalista tra i primi dieci artisti più votati dal pubblico dell'edizione 2016 di “Sotto il cielo di Fred” - Premio Buscaglione.

“Lo Straniero” - track by track
L'album si apre con Speed al mattino, un brano che riporta ai giorni istintivi e ingenuamente avventurosi dell’infanzia: la mattinata anarchica di due ragazzini in un bosco a ridosso dell'Appennino è un momento di slancio e autentica libertà.
Il suono dell'arpeggiatore introduce L'ultima primavera e l'attenzione si sposta sull'adolescenza. La vicenda dai tratti noir-fantasy di una “ragazza che visse due volte", il ricordo di una stagione traumatica è una costruzione del tutto soggettiva. Come sono andate realmente le cose?
La narrazione prosegue al femminile con Rimango qui. Ci si avvicina agli anni della maturità: un cervello in fuga sceglie una meta inseguita da molti: studiosi, artisti e lavapiatti. Andare lontano può servire per leggere meglio le pagine della propria storia, la tensione si scioglie con una decisione presa tra le pagine di un libro e la techno all'alba.
Nera è in conflitto con un passato vissuto nell'agio e un desiderio di rivincita che potrebbe rivelarsi scellerato: colonna sonora al cherosene per il tentativo sovversivo di una figura al limite.
Un mantra psichedelico sotto il sole di un'estate senza ritornello; i consigli di una rivista per il benessere: servono davvero 1249 modi per sentirci appagati? Le cose importanti, quelle da rivalutare o da buttare via: salta la struttura musicale in funzione di un crescendo che suona come un giocattolo sinistro ma consapevole.
Le note del piano accompagnano l'inizio di un rapporto che vive nascosto in una corsa ai margini delle città: i Cavalli di carta sono animali pensanti che si scrivono messaggi d'amore dopo il tramonto.
La distanza dagli altri e da se stessi: un gioco di breve durata in cui ci si nasconde, affascinati e disorientati. C'è posto per chiunque in questo rito collettivo di rivalsa e tutti insieme, al ritmo marziale di una drum machine, si procede verso una grande manifestazione: gente comune, politici, integralisti, tifosi, forze dell'ordine, uomini con la forca e altri con l'iPad (Braccia ribelli).
Un'elettronica minimale ispira un flusso di coscienza sul divano, fra grossolani errori di valutazione e geniali allucinazioni: il Jet lag dopo un lungo viaggio ma anche, impossibilitato a muoversi, dopo la faticosa conquista di una nuova consapevolezza.
Eccessivamente partecipi o diffidenti, convinti e poi riluttanti, non vi sono certezze o dogmi che possano renderci sicuri, Lo Straniero è una sagoma senza nome: synth analogici per un ritornello urlato da un coro nel centro di Torino.
Per tracciare una mappa con diverse bandierine, ma senza riferimenti certi, si riparte sempre dal via e c'è un verso per ogni città presente in questo primo capitolo. Un viaggio circolare che parte da Algeri – presa in prestito da Camus e Pontecorvo - per arrivare alla capitale decadente dei nostri giorni (Sotto le palme di Algeri) e, se la bellezza è in bilico (Angeli sulla punta di uno spillo), restare in equilibrio è un'impresa da compiere.

Credits

Giovanni Facelli - voce, chitarra elettrica e acustica, synth, basso
Federica Addari - voce, synth
Luca Francia - synth, piano elettrico, drum machine, cori
Valentina Francini - basso, cori
Francesco Seitone - chitarra elettrica, drum machine

Gianni Masci – batteria, synth, programmazioni produzione artistica dei brani 1-3-4-6-7-8-9-10

musiche: Lo Straniero

testi: Giovanni Facelli

registrato presso Lavanderie Ramone di Torino da Gianni Masci eccetto:
1-10 registrate presso 100b Studio di Bologna da Gianni Masci e Nicola Bavaro
2-5-11 musiche registrate presso “Paradis Näifs” da Lo Straniero
2 voci registrate da Fabio Martino

mixato da Alessandro Bavo al Blu Room Studio di Chivasso TO

masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà Studio di Tredozio FC

artwork: Valentina Francini

layout, esecutivi: Ivano A. Antonazzo

label: La Tempesta Dischi
edizioni: Sony/ATV Music Publishing
stampa e distribuzione esclusiva: Master Music

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