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Descrizione

"Non di Amore" è il primo album di OH! EH?.
Il lavoro si caratterizza per la ricerca di una scrittura originale e per soluzioni d'arrangiamento spesso impreviste ma comunque dal forte contenuto emozionale, sia nelle canzoni dove è un'elettronica minimale a tessere trame su cui si innestano via via i vari strumenti e il canto ( Lo spettacolo è stato cancellato, Rosso corsivo ), sia nelle aperture post rock di pezzi quali L'arte di sopravvivere o Hai freddo ancora?, sia nelle canzoni che accolgono la tradizione mediterranea e quella balcanica e la combinano con un'elettronica che ricorda i primi cataloghi WARP e compositori come Gavin Bryars ( Il mare degli ultimi ), oppure, come nel finale di Elizabeth o in Robert F. Scott si arrivi ad esiti che ricordano Coleman e la musica atonale in genere.
A ciò si aggiunge una scrittura e resa lontane dal pop, vuoi per la struttura delle canzoni, vuoi per il contenuto non musicale; i testi, infatti, sono quanto di più lontano siamo abituati ad ascoltare in quello che passa per radio, sia quando si ha a che fare con legami spezzati ( Mia madre mi supplicava di prendermi un compagno/ Per quando smetterai di augurarti qualcosa di buono, qualcosa di nuovo/ E ci sarai tu, tu e i tuoi due o tre bisogni elementari/ Preda di affetti consueti, chiusi in poche mosse consentite. – L’arte di sopravvivere - )( Lo spettacolo è stato cancellato/ Ma se ti affretti ancora puoi vedere i manifesti ai muri, venuti via per metà./ In strada gridano Qui non c’è nessuno/ Cosa venite a fare? Andate via!/ Ma i fedeli hanno un loro codice/ L’assenza li riempie di gratitudine e stupore.- Lo spettacolo è stato cancellato - )( In casa fa un po’ meno freddo da quando non ci sei più. – La sezione del vuoto - )( Hai fatto tardi, non ti aspettavo più./ Che cosa vedi?/ Non voglio più vedermi in te./ Che aspetto hai felicità?/ Cosa avevi chiesto in cambio? - Hai freddo ancora? - ), sia quando l’attenzione si sposta sulle ferite della nostra storia civile ( C’è un sole fermo sui campanili alle sedici e trentasette del dodici dicembre 1969./ Che tempo che fa il 23 maggio, il 19 luglio?/ Tempo buono da aprire la terra, per starci dentro, per posarci il tempo che si chiude su un saluto/ Appena prima di un sorriso, una parola/ Appena prima che cambi qualcosa./ E c’è il corpo del mare davanti al freddo di un uomo indifeso la mattina del 2 novembre 1975./ Fate piano bambini che i mostri sono vicini, forse proprio i nostri vicini / La sera del 28 marzo 1994. – Rosso corsivo - ) o del nostro presente ( Sai cosa siamo?/ Scarpe buone che teniamo in mano/ con su i vestiti della festa e ai piedi una valigia di cartone./ Quelli che chiudono la fila non hanno che speranza da spartire./ Gli ultimi tra gli ultimi./ Chi riuscirà a passare da questa porta chiusa / Su questo ponte d’acqua che ci tiene in scacco e ci fa paura?/ Sai cosa siamo? / Siamo numeri contati. / Nomi che scendono nel buio. – Il mare degli ultimi - ).

Credits

OH! EH?
Emanuele Principi ( voce, chitarra )
Andrea Mattiucci ( chitarra )
Daniele Caprini ( basso )
Luca Trubbianelli ( Batteria, Percussioni )

Collaborazioni
Batteria: Samuele Bucelli, Lorenzo Allegri ( L'arte di sopravvivere ).
Piano: Giacomo Troianiello

L’album è stato registrato a Perugia negli ultimi mesi del 2015 e nei primi mesi del 2016 da Federico Brizi ed esce per l’etichetta JAP Records, dal nome dello Studio di Registrazione omonimo.
Il booklet e la copertina dell'album, sono stati realizzati da Lucia Mariani.

Ufficio stampa e promozione dell'album a cura di "Lunatik", di Gian Paolo Giabini.

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