Autore e musicista

Da sempre, il mio parere è che non sia giusto spiegare la propria musica. Non è per presunzione che lo penso, ma perché ritengo che la condizione ideale di un ascoltatore sia quella della totale libertà intellettuale ed emotiva, laddove una spiegazione dell'autore gli fornirebbe inevitabilmente un pre-testo a cui riferirsi. In ultima analisi, l'interpretazione che l'autore dà della propria musica è opinabile e parziale quanto quella di chiunque altro. Tuttavia, è necessario spiegare, in breve, le occasioni ed i motivi che hanno portato alla nascita di un album.
''La memoria delle maschere'', mio primo album solista dopo svariati anni di attività musicale da strumentista sulla scena ''indie'' napoletana, nasce dall'incontro del sottoscritto con la Psych Up Melodies, giovane etichetta indipendente che tenta di diffondere musica eclettica che abbia comunque una connotazione rock/psichedelica.
Dopo aver partecipato, in qualità di collaboratore, ad altri lavori usciti sotto l'egida dell'etichetta (Sistra, Zaum), avevo da qualche tempo 'nel cassetto', come si suole dire, del materiale originale che attendeva di trovare una via per diventare compiuto. Così, in fine, ho deciso di dare alla luce (con i rischi che questo comporta, di cui volentieri mi faccio carico) un mio lavoro solista, pur proseguendo la mia attività di session man.
A lavoro finito, mi rendo conto che esso è - e non vedo come avrebbe potuto essere altrimenti - il risultato di tutte le esperienze, da ascoltatore e da musicista, che tanti anni di passione e dedizione mi hanno portato. A parte la ricerca di un 'originalità che, spesso, rischia di diventare solo un mito irraggiungibile, nel disco confluiscono tutti gli ''amori'' che ho coltivato negli anni: psichedelia, rock, prog, blues e cantautorato italiano. Al di là del risultato (che non spetta a me giudicare) una cosa posso affermare con certezza: questo lavoro mi rappresenta, nel bene e nel male.
Naturalmente, essenziale è stato l'apporto, sia operativo che creativo, di tutti i musicisti che hanno partecipato a questo disco, tenuto anche conto del fatto che ad essi mi legano rapporti di amicizia. Non dovendo subire la pressione di un committente (come sovente accade in questo mestiere) ho potuto rivolgermi a persone che sentivo vicine anche dal punto di vista umano, oltre che musicale: in primo luogo, Fabrizio Di Vicino e Rosario Vitiello. Ringrazio inoltre Francesco Graziosi e Barbara Milizia che hanno partecipato, con la loro voce, ad un paio di brani ( rispettivamente ''Broke Down Engine'' e ''Gioco Di Parole'').
E' inutile dire che la mia speranza è che questa esperienza possa avere un seguito.

Roberto Frattini