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Descrizione

SAN LEO - DOM

Uscita 11 Maggio 2017
LP/Digital

SAN LEO è un duo riminese chitarra-batteria attivo dal 2013, da sempre ispirato all’esoterismo medievale, l’alchimia, la forza primordiale degli elementi naturali: sensazioni che riescono a sintetizzare al di fuori della contemporaneità.
Ritornano, dopo il loro primo album "XXIV", con un nuovo lavoro di 4 tracce, intitolato "DOM". L’album trae la sua ispirazione dalle oscure celle della roccaforte medievale da cui il gruppo prende il nome ma anche dall’esperienza maturata nei due anni di concerti tenuti in tutta Italia.
Chitarra (Marco Tabellini / tabe) e batteria (Marco Migani / inserirefloppino), l’entità SAN LEO prosegue il suo viaggio in un sound che continua ad essere difficile da catalogare tramite etichette di genere (chi ha parlato di "mantra-core" ha sfiorato il concetto).
Affidandosi nuovamente a Luca Ciffo (Fuzz Orchestra) e Riccardo Gamondi (Uochi Toki) per la produzione, il disco traccia un nuovo confine che ingloba l’archetipo della composizione con la sostanza improvvisativa maturata dal vivo, creando un sound impetuoso ed etereo ma anche organico e compatto.

Track by track:

"L'antico monile era custodito all'interno della tempesta di sabbia: a causa del suo fascino molti non avevano fatto ritorno" – tra i primi brani scritti dal gruppo, tra i più frequentemente eseguiti dal vivo, è l'esempio per eccellenza di come la musica di SAN LEO sia in grado di farsi materia, simulando in questo caso una tempesta di sabbia per poi raccogliersi nella contemplazione di una melodia, prima di crescere nuovamente fino all'ultima deflagrazione, un ibrido kraut-rock che ripensa i Neu! in salsa post-hardcore.
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"Riportati alla vita dal freddo severo dell'alba, si risvegliarono nella distesa di erba inaridita: un incendio di colori in cielo, i palmi delle loro mani aperti in un gesto di totale determinazione" – riff melodici, crescendo di dinamica e spazio sonoro si intrecciano all'insegna di un ermetismo sinistro, come se i musicisti cercassero di rievocare le atmosfere di “Hors Satan”, bomba visuale di Bruno Dumont sganciata su Cannes 2011.
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"Il tuffo nell'acqua gelida e giù attraverso filamenti di luce liquida, affondando nelle tortuosità di un antico tormento" – vera e propria immersione tra filamenti ritmici liquidi di ispirazione free-jazz e arpeggi alla David Grubbs, silenzi in grado di materializzare la pressione dell'aria sullo stomaco, esplosioni e rifrangenze dagli effetti lisergici senza per questo ricorrere agli stilemi tradizionali del rock psichedelico.
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"Intrappolato in un sogno ricorrente, percorrendo l'oscuro corridoio su un tappeto di ossa, richiamato da echi di voci lontane" – altro brano ben testato in sede live: la creatività ritmica di Inserirefloppino si coniuga a basilari accordi che ricreano un'eco di tensione e mistero di ispirazione Father Murphy, la chitarra di Tabe in continua evoluzione tra maestosi magma di distorsioni elettriche e sonorità crude e viscerali.

Credits

Marco Tabellini / m tabe - chitarra
Marco Migani / inserirefloppino – batteria

Registrato e mixato da Luca Ciffo / Fuzz Productions agli studi M24 di Milano
Masterizzato da Riccardo Gamondi al Fiscerprais studio Novembre 2016
Artwork / inserirefloppino

Prodotto da - BleuAudio / E’ un brutto posto dove vivere / Brigadisco / DreaminGorilla Records / Vollmer Industries / Tafuzzy Records / Upwind Production

Contatti:

http://sanleo.bandcamp.com/
https://www.facebook.com/sssanleooo
sssanleooo@gmail.com

Booking:

sssanleooo@gmail.com

Commenti

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