Descrizione

"Giraffe" è il nuovo album di Alia, la figura musicale dietro cui si cela il musicista bergamasco Alessandro Curcio.
Un lavoro che arriva a quattro anni dal debutto “Asteroidi” (2014) e dopo la pubblicazione a dicembre 2016 per Pippola Music del 45 giri digitale “La lista delle buone intenzioni”, a segnare un punto di svolta nel percorso artistico di Alessandro Curcio verso una forma di pop d'autore più matura e compiuta.

Nei brani c'è una verticalità ricorrente. Accompagnata dalla sfida di trattare argomenti spirituali con lievità, lontano da ogni propensione dottrinaria ma straordinariamente vicino ad una dimensione umana individuale e universale.
“L'attraverso” invita ad essere consapevoli dell'appartenenza alla natura e alla sua caducità muovendosi su un funk melódico, come lo chiamerebbe Caetano Veloso. “La teoria del colore” accenna all'inevitabilità della fine su una quadratura pop da manuale e una serena metafora prelevata dalla moda (“Non mi spavento più / Conosco la teoria del colore”) fra citazioni programmatiche di Umberto Bindi e Mango. La title-track, con la sua melodia raffinata, lascia sbocciare e incrociarsi le voci del titolare e di Patrizia Laquidara (“in fondo Dio non è che un motivo, per guardare in alto e ci devi passare”). La fotografia emotiva di “Monviso”, una bossa-nova mascherata, racconta il rapporto fra padri e figli, in cielo come in terra.
E poi l'estro visionario di “Alessandra” quale brano su un amore universale e deflagrante. Il ritorno ad una dimensione più orizzontale di “L'India, i bambini”, autentica canzone di protesta sulla confusione di valori del contemporaneo. A fare il paio con la delicatezza di “Sei donne”, ovvero un synth-pop dilatato quantomai attuale nel suo mettere al centro la lingua e la comunicazione fra culture differenti. L'umiltà come misura del valore in “Madonna dell'Umiltà”, dedicata alla folk-singer Judee Sill e arrangiata su una reminescenza Mina Studio Uno. Un'intensa ballad sulla mancanza di una persona che amiamo quale è “Camaiore”. L'uptempo rallentato e riflessivo di “Verso Santiago”, chiusura di un disco che non risparmia temi importanti porgendoli all'ascoltatore con la leggerezza e la semplicità di chi sa cesellare i suoni e le parole.

Credits

Testi e musiche di Alia

Studio di registrazione: Blue Velvet, Firenze
Produzione artistica e missaggio: Paolo Favati, Marco L. Lega
Mastering: Tommy Bianchi, White Sound Mastering Studio, Firenze
Assistente: Niccolò Caldini
Artwork: Sheila Massellucci (www.sheilamassellucci.it)
Fotografie: Nicole Nesti
Outfit: Background Italy (www.background-italy.com)
La voce di Patrizia Laquidara è stata registrata da Federico Pelle al The Basement Studio di Vicenza
Il brano “Sei donne” contiene un estratto da "il coltello che ricorda" antologia di poesie di Hilde Domin a cura di Paola del Zoppo, edizioni Del Vecchio, 2016

Alia: voce, chitarra acustica
Fidel Fogaroli: piano, rhodes, tastiere
Paolo Favati: basso, synth
Alessandro Gimignani: batteria, percussioni
Giuliano Dottori: chitarre
Erika Giansanti: viola, violino
Marco L. Lega: synth
Valerio Mazzoni: tromba
Simone Morgantini: sax e clarinetto basso
Cesare Malfatti: chitarra
Oretta Giunti: batteria, percussioni e cori
Federica Fabbri: chitarra e cori
Lorenzo Santi: organo hammond
Frankie Bertieri: chitarra
Fabio Chiari: percussioni
Massimo Paolieri: percussioni
Patrizia Laquidara: voce in “Giraffe”
Francesca Messina / Femina Ridens: voce in “Alessandra”
Elisabetta Salvatori: voce recitante in “Sei donne”
Martina Agnoletti (Secondo Appartamento): voce in “Verso Santiago”

COMMENTI

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