I 10 dischi di musica elettronica italiani più importanti del decennio

Un genere che da noi non funzionerà mai? Enorme bugia: negli ultimi anni una generazione di musicisti all'avanguardia si è imposta in tutto il mondo. Eccoli dalla 10 alla 1
04/12/2019 12:35

Si dice da sempre che in Italia il panorama della musica elettronica non sia mai fiorito, non abbia un presente né un passato, figuriamoci un futuro. Bugia. La verità è che negli ultimi anni la scena dello Stivale si è ramificata, sviluppata ed espansa, attraverso non solo i club, le luci, il buio, le piccole folle di ragazzi danzerecci nei piccoli circoli, ma si è trasformata ed è venuta alla luce anche nelle colonne sonore di serie TV, nei dischi mainstream di cantanti indie-pop e nei vicoli delle metropoli.

Che sia diventato tutto troppo "commerciale" o meno, poco ci interessa. Ecco quali sono i dischi di elettronica più rilevanti in Italia negli ultimi 10 anni, che a modo loro hanno impresso una notevole svolta al genere anche dentro i nostri confini.

10) Caterina Barbieri - Patterns of Consciousness (2017)

Ambienti cupi, quasi da cattedrale, un'artista ispiratissima e quasi esoterica che si è imposta a livello internazionale con ogni merito. Il minimalismo che ci piace e ci fa rizzare tutti i peli del corpo, in un crescendo di emozioni.

9) Go Dugong - Curaro (2018)

Un mix di atmosfere esotiche, uccelli che cantano insieme al suono di flauti e altri strumenti di cui non conosciamo l’origine, ma ci fidiamo di lui, e balliamo a ritmo.

8) Machweo - Musica da festa (2016)

La musica elettronica italiana più becera e mainstream, quella degli autoscontri e dei luna park, di atmosfere fanciullesche e proibite, in questo disco fa da ispirazione. Viene modellata, trasformata, formalizzata e resa elegante e gentile. L'ascolto è puro piacere.

7) Not Waving - Animals (2016)

I suoni in questo disco sono fastidiosi, rumorosi, disturbanti: Not Waving ci carica come una molla di energia positiva, ma nel contempo ci fa precipitare in un buco nero fatto di rumore e musica.

6) Godblesscomputers - Plush and Safe (2015)

In questo disco c’è della malinconia di fondo, della tristezza, qualcosa che ci fa pensare: “E adesso che succede?”. Poi, un vetro rotto. E si balla sulle note di Lorenzo.

5) Nu Guinea - Nuova Napoli (2018)

La Napoli vera, verace, quella funky, quella popolare, quella con un animo scatenato, che balla, suda, canta e non si ferma mai. Una rivoluzione. 

4) Cosmo - Cosmotronic (2018)


Sì, l’abbiamo già inserito nella classifica dei dischi pop del decennio. Ma sfidiamo chiunque a non vederlo anche qua, tra i game changer della musica con le macchine. Cosmo diventa quasi un vocalist in un bellissimo e ritmato viaggio techno.

3) Yakamoto Kotzuga - Slowly Fading (2018)

Quest’album è dolce come una carezza, come una brezza durante una notte d’estate, come un abbraccio durante un pianto. Atmosfere magiche, e un bel po’ tristi. Preparate i fazzoletti.

2) Populous - Azulejos (2017)


Il disco di Populous è il modo perfetto per viaggiare in posti lontanissimi, diversi da tutto quello che conosciamo, senza muoversi dal divano di casa. Che è poi è quello che la musica dovrebbe fare sempre. 

1) Lorenzo Senni - Persona (2016)

Questo disco è diverso da qualsiasi altro disco italiano di musica elettronica tu abbia mai ascoltato, e ha stravolto il modo di scrivere e comporre il genere nel nostro Paese. Uno spartiacque tra il prima e il dopo. Tamarro? Molto. Bello? Moltissimo.

 

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L'articolo I 10 dischi di musica elettronica italiani più importanti del decennio di Linda Codognesi è apparso su Rockit.it il 04/12/2019 12:35

Commenti (3)
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  • Parappa 05/12/2019 ore 10:43

    Beh Scusate niente di Cortini? Siamo impazziti?!?!

    > rispondi a @Parappa
  • Ladro 06/12/2019 ore 20:43

    https://www.rockit.it/Ladroofficial/album/io-sono-ladro-dirty-home-registrations/46222

    > rispondi a @ladro
  • PaoloResia 20/12/2019 ore 14:22

    sarò gentile, con tutto il rispetto possibile e con la convinzione che molti dei dischi selezionati siano degli ottimi lavori, ci rendiamo conto delle dimensioni del gap che esiste tra la scena musicale elettronica italiana e quella di tanti altri paesi (più o meno tutti quelli nei quali esiste l'accesso libero ad internet ed un computer è alla portata di mano di chiunque). nel mondo, per elettronica si intende una galassia sonora che va dall'idm, alla drum and bass, dalla dubstep alla glitch, dalla techno, alla tekno, a certo raptrap, dalla tribe, all'edm etc etc etc. nel bel paese con lo stare belli radicati negli stilemi tecnico stilistici di certa techno old school in tutte le sue sfaccettature ci sentiamo appagati. e non occorre nemmeno "paragonarsi" con paesi come germania o inghilterra che da sempre stanno due decadi davanti a noi.

    > rispondi a @PaoloResia
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