"Music from the Last Command": i Julie's Haircut continuano a sonorizzare l'altrove

"Music from the Last Command" è il nuovo album dei Julie's Haircut: la sonorizzazione di un film del '28 ma anche di tutti i nostri ipotetici altrove.
10/06/2019 12:45

Nel 1999, anno ricco di uscite discografiche importanti per la musica italiana, una giovane band che suonava già da un po’ -25 anni fa il loro primo concerto e la prima demo- prendeva la rincorsa verso gli anni zero, periodo che li avrebbe visti tra i protagonisti assoluti di una scena prolifica e indipendente, dove i generi si mescolavano e si credeva ancora in un qualcosa di alternativo, in una fuga pacifica e altrettanto dirompente dal mainstream. Nicola Caleffi, Luca Giovanardi, Laura Storchi e Roberto Morselli pubblicano in quell’anno “Fever in the Funk House”, album d’esordio dei Julie’s Haircut fuori per Gamma Pop fatto di melodie pop asciutte, noise dal sapore onirico e iridescente, aperture psichedeliche e approcci polverosi di garage rock. I ragazzi di Sassuolo, accolti dalla critica in modo estremamente positivo, non potevano comunque immaginare che, attraverso cambi di formazione e accostandosi a un sound decisamente più scuro e ricercato, in qualche modo lontano dalla forma-canzone, sarebbero diventati un punto di riferimento nel decennio successivo, una colonna di quell’indie che oggi sembra spesso una parola vuota e che invece allora era densa di significati non solo musicali, ma anche esistenziali: attitudine, scelta consapevole, una maniera per distinguersi e per riconoscersi.

Dopo vent’anni, passando per album iconici come “After Dark, My Sweet” (Homesleep Records) -realizzato con Sonic Boom, uno dei membri fondatori degli Spacemen 3- e “Our Secret Ceremony” (A Silent Place), collaborazioni con altre band come i Mariposa e i Cut e tanti EP a costeggiare una produzione discografica che arriva al 2017 con “Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin” -uscito per l’etichetta inglese Rocket Recordings-, i Julie’s sono tornati pochi giorni fa con un nuovo lavoro, tanto sperimentale e ipnotico quanto intenso. “Music from The Last Command” (disponibile qui in doppio vinile neroblu in edizione limitata) è la seconda uscita della collana 35mm della 42 Records, ed è la sonorizzazione del film “The Last Command”, capolavoro del 1928 per la regia di Josef Von Sternberg: il racconto di un ex generale della Russia Imperiale che, decaduto, finisce a lavorare come comparsa a Hollywood in un film sulla rivoluzione bolscevica, diretto da un ex rivoluzionario con cui aveva avuto a che fare dieci anni prima, durante gli scontri. E sotto la trama, intorno ai fotogrammi e lungo il fluire di una storia, si insinuano atmosfere sonore dal gusto narrativo denso, lampi elettronici e scorrere lento, pianoforti malinconici e salti lisergici, fiati profondi, tutto declinato in bianco e nero, in sfumature che si fanno notturne o spalancano al soul, in una sorta di esperimento anche, se vuoi, sentimentale: prendere qualcosa che ha quasi cent’anni e volergli bene tanto da renderlo contemporaneo, afferrarne in corsa il sapore e trasformarlo in presente, regalandogli un suono.

Realizzato su commissione del Museo del Cinema di Torino e Transiti Trento, e presentato dal vivo ieri a Reggio Emilia all'interno di Fotografia Europea, “Music from The Last Command” è un viaggio, che si sposa sì alle immagini cinematografiche ma che, anche solo con l’ascolto, trasporta altrove, in altri cieli e pensieri: è la colonna sonora di certi momenti di passaggio, quelli in cui cerchi una cosa bella a cui appigliarti, ed eccola che arriva, e ha tanti sapori mescolati assieme, tutti capaci di prenderti e portarti via. I Julie’s sono sempre loro, e continuano a creare musica per altri mondi possibili: onirici, ricercati e, nel senso più puro e originale e positivo, assolutamente indie. Indipendenti dalle mode, dal successo e dai like, fissi su un obiettivo che è semplicemente la loro strada da vent’anni, con chissà quanti altri psichedelici chilometri da percorrere.

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