Pescato fresco #1: tre nuovi artisti fatti a tranci per voi

Due band piene di ritmo, una lo-fi girl sognante e una carpa disgraziata che mangia i propri figli: ecco i protagonisti di questa prima puntata del nostro appuntamento settimanale con la musica nuovissima

Lui è il Cyprinus idus. L'artwork è di Giulia Cortinovis
Lui è il Cyprinus idus. L'artwork è di Giulia Cortinovis

Quante volte abbiamo sentito dire che la musica di oggi fa schifo? Personalmente rispondo sempre: "È perché non leggi Rockit", e lascio una lista di nomi da ascoltare. Tre di questi li trovate qui, in Pescato fresco: d'ora in poi una mini lista settimanale di alcuni progetti freschi e giovani che non conoscete, ma su cui vale la pena soffermarsi. Protagonisti di questa settimana sono i DJSTIVO, Martina e Martini Police. 

Loro e il Cyprinus Idus, il pesce di questa prima puntata di Pescato Fresco. Così lo chiama la tassonomia di Linneo, e in pratica lui (o lei) è una carpa. Sta nelle acque dolci, in Europa. Sono lunghi fino a due metri, in rarissimi casi. Sono ovipari: dopo la deposizione il maschio feconda le uova, che vengono lasciate nei corsi d'acqua. Come nelle peggiori famiglie, i genitori poi non se ne curano. Anzi spesso se le mangiano. Nonostante questa sgradevole attitudine, nessun cyprinus è stato maltrattato per la realizzazione di questo format (né mai accadrà durante Pescato Fresco). 

 

DJSTIVO

Il loro disco d’esordio Dopo la notte (2022) è estremamente variegato. Un esperimento riuscitissimo di contaminazioni e stranezze di cui Corri è il massimo esempio. Il brano esaspera a mille il bipolarismo sonoro che caratterizza la band: si va dal lento sogno iniziale al drum’n’bass incalzante e angosciante della fine. Di base, lungo il disco, un placido pop dal gusto rnb, come fondo su cui poggia il resto: c’è la club anni ’90 (Una poesia celestiale); la strumentale pura e il jazz d’ambiente (New York ’44); l’hip-hop e il lo-fi; fino a Voglio il sole, bonus track (appena uscita) del disco che sa di Neffa e "conclude il loro viaggio", si legge: "Un ultimo regalo per salutare insieme l’estate".

Sono ferraresi e suonano assieme dal 2018 Riccardo Sindona, Lorenzo Locorotondo, Marco Conti e Pietro Vicentini. Hanno uno stile e un immaginario tutto loro, cosa assai preziosa. Dopo una raffica di singoli, l’EP Tranquillo (2020) e Tranquillo Remix, il disco Dopo la notte e una serie di concerti quest’estate, forse, prenderanno una pausa per lavorare al nuovo materiale. O forse no. Noi nel mentre, li ascoltiamo in loop.

Perché ascoltarli: sono pazzi, passano dal jazz d'ambiente al drum'n'nass in 30 secondi e con loro è assicurato un viaggione fra i generi senza ritorno.

MARTINA

Per anni pubblica canzoni sia in inglese sia in italiano, da sé, con il suo nome per intero: Martina Di Nardo (classe ’96, campana). Poi, sette mesi fa, incontra l’etichetta Luppolo Dischi e con essa decide di ripartire, solo in italiano e con una firma più easy: semplicemente "Martina". L’anima, però, rimane la stessa: cantautrice e producer nata a Napoli, vive in provincia di Caserta "[…] in strade strette, tra noia e sguardi spenti; tra palazzi grigi e macchie sopra i vetri", come scrive nella sua Occhi Stanchi (2022), l’ultimo singolo (su tre all'attivo).

Una voce soffocata che parla dritta in pancia, scoprendo sogni e paure, emozioni intime (spesso) inquietanti e condivise. Tra l’Ansia che prende alla gola e la voglia di futuro. Una scrittura nuda e intensa, serrata nel bedroom pop più profondo, con sfumature lo-fi, arpeggi elettronici e venature pop-rock (ZERO). In attesa di nuove canzoni ce la immaginiamo così: stretta nella sua stanza a scrivere di sé per allontanare ombre ed esaudire desideri.

Perché ascoltarla: per prenderti a male, però bene, per sentirti meno sola/o e uscirne sollevata/o.

MARTINI POLICE

Un tuffo from the green hills of Brianza to the 70’s vibes e tutta l’energia funk dei Parcels: questi sono, in una riga, i Martini Police. Band indie-rock formata da due fratelli e altri amici: Riccardo Colombo (voce, chitarra, tastiere) e Giovanni Colombo (batteria); poi, Lorenzo Villa (chitarra) e Matteo Martini (al basso).

Live trascinano in un vortice dentro al quale è impossibile rimanere fermi, tra riff di chitarre e pazze sterzate psichedeliche su strumentali scalpitanti di groove. Vibre Delivery Service è il loro ultimo (e secondo) EP, anticipato dall’inno corale From the River (A Feeling). Il disco (marzo 2022) combina il gusto vintage all’immaginario della scena neo-psych: cinque tracce da ascoltare nei momenti più seri, e farsi venire voglia. Di ballare. Con jeans a zampa e camicie tinte pastello.

Perché ascoltarli: portano gli anni '70 nel 2022 (e viceversa). Live, poi, suonano che è una meraviglia: un vortice psichedelico in cui perdere la testa e liberarsi.

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L'articolo Pescato fresco #1: tre nuovi artisti fatti a tranci per voi di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 2022-09-21 13:00:00

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