Sette canzoni che parlano di Roma, nel bene e nel male

Charles H. Traub - RomaCharles H. Traub - Roma
19/12/2014 di

Ultimamente di Roma se ne parla per le pesanti scoperte dell’inchiesta “Mondo di mezzo”, subito ribattezzata “Mafia Capitale”. Ma da sempre Roma è stata al centro delle narrazioni, dalla letteratura al cinema. La musica italiana ha reso omaggio alla capitale nei modi più disparati, basti pensare alla moltitudine di canzoni dedicatele da Antonello Venditti. Ma non ci piace vincere facile, e in questo caso il cantautore romano non lo prendiamo in considerazione.
Piuttosto, questa lista di canzoni su Roma si propone di raccontarla nelle sue molteplici sfumature e da diversi, talvolta opposti, punti di vista. Non solo una celebrazione quindi, ma anche e soprattutto una critica da parte di alcuni dei più autorevoli esponenti della canzone italiana.

 

NICCOLÒ FABI - LASCIARSI UN GIORNO A ROMA

Brano presentato da Niccolò Fabi al Festival di Sanremo 1998. Non propriamente una canzone su Roma, ma che narra della fine di un amore dal punto di vista di chi lo ha fatto finire. Sullo sfondo, la città eterna di quel periodo, vigile ma impotente.

Lasciarsi un giorno a Roma
Un giorno lasciarsi
E poi dimenticarsi

 

BAUSTELLE - CINECITTÀ

Gioiellino nascosto in “Sussidiario illustrato della giovinezza” (1999), album d’esordio del trio di Montepulciano. Tentativo più che riuscito di emulare un modello già proposto da Jay Jay Johanson, cioè quello della sceneggiata in musica. Lo scenario è capovolto rispetto a come potrebbe essere nella realtà: qui i panni dell’attore giovane e spaesato sono vestiti da un uomo, mentre il produttore cinematografico seducente e opportunista ha la voce dell’attrice Camilla Filippi. Il tutto condito di continui riferimenti all’immenso immaginario artistico e culturale che aleggia sulla capitale.

Signorina…
Lei mi fa male dentro come in quella scena di Pietrangeli
Dove la sera…
A Roma si muore d’amore

 

COLLE DER FOMENTO - IL CIELO SU ROMA

Era il 1999 quando i Colle Der Fomento cantavano de “la Roma dei romani de Roma / de chi la vede per la prima volta e ce se nnamora”, ma anche di una Roma dai tratti ben definiti, spesso dolorosi ma comunque noti a tutti. E noti anche al suo stesso sindaco, Walter Veltroni, che nel 2006 inviterà il gruppo a cantare questo brano a Milano, in rappresentanza della cultura capitolina. Brano che tuttora non perde niente del suo significato originario, ma che semmai lo rafforza, confermando il suo valore simbolico e il valore che il rap può ancora rappresentare.

Roma la città eterna non scende a patti
La Roma dei coatti
Le comitive sui muretti Le borgate, la periferia, i palazzi
La Roma degli sguardi che finiscono in scazzi
Nei cortili qualcuno sta vendendo
Qualcuno sta comprando
Una sirena e stanno già scappando

 

FRANCESCO DE GREGORI - PER LE STRADE DI ROMA

Canzone del 2006, oggi rivisitata dallo stesso De Gregori nel suo ultimo album “Vivavoce”. Non tra le più famose nel repertorio del “Principe”, ma una di quelle che meglio sa raccontare la capitale nella sua interezza. Da nord a sud, dalla Magliana alla Tiburtina, senza dimenticare le “lucciole sulla salaria” e le case occupate.

C'è adrenalina nell'aria
Carne fresca che gira
Polvere sulla strada
E gente che se la tira
E a tocchi a tocchi una campana suona
Per i gabbiani che calano sulla Magliana
E spunta il sole sui terrazzi della Tiburtina
E tutto si arroventa e tutto fuma
Per le strade di Roma

 

BAUSTELLE (FEAT. VALERIA GOLINO) - PIANGI ROMA

Brano tratto dalla colonna sonora del film “Giulia non esce la sera” (2009) di Giuseppe Piccioni, con Valerio Mastandrea e la stessa Valeria Golino. La Roma qui descritta dalla malinconica penna di Bianconi - e aggraziata dalla pungente voce dell’attrice - è una Roma che non c’è più e che si accompagna a tutta una serie di simboli del passato, anch’essi svaniti. In questo clima di desolazione, non ci resta che piangere.

Piangi Roma, ti fa bene

 

I CANI (FEAT. GAZEBO PENGUINS) - CORSO TRIESTE

A parlare de I Cani e di Roma e di quanto sia stretto il rapporto che intercorre tra i due si potrebbe andare avanti per giorni. Niccolò Contessa ci ha scritto un intero album (il primo) ed i riferimenti alla propria città non mancano neanche in “Glamour” (2013). Qui piuttosto si tratta di un pretesto per parlare di sé, ma parlare di sé significa parlare di Roma e quindi “Corso Trieste” è perfetta per questo compito. Un amarcord in piena regola che - complice l’atmosfera creata dai Gazebo Penguins - non può non far volare la mente a quando eravamo tutti pischelli e con le mani in tasca tornavamo a casa tra i viali di Roma nord o di qualsiasi altro posto.

“Ti giuro è l’unica
Davvero l’unica
L’unica vera nostalgia che ho

 

VIRGINIANA MILLER - L’ETERNITÀ DI ROMA

Presente in “Venga il regno” del 2013, questa è una delle più belle e vere canzoni dedicate a Roma, con tanto di strofa in romanesco. Cinico e spietato ritratto di una città e di un ambiente decadente e in piena crisi. Omaggio molto cinematografico, non a caso più volte indicato come corrispettivo in musica de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, vista anche la vicinanza di pubblicazione (del tutto casuale). Quasi una profezia, a risentirla di questi tempi.

Gotham City, botulinia, babilonia e cocaina
Tira e serra la mascella
Schizza e sputa sangue e sperma
Muta dorma la bellezza
E per sempre la ragazza
Ricoverata in coma
Le porga la chioma
Nell’eternità di Roma

 

 

Aggiungiamo anche qualche segnalazione arrivata sulla pagina Facebook di Rockit:

AMOR FOU - De pedis

 

IL TEATRO DEGLI ORRORI - Io cerco te 

Tag: rubrica storie

Pagine: Baustelle Virginiana Miller Niccolò Fabi Francesco De Gregori Colle Der Fomento Gazebo Penguins I Cani

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