SPECIALE: MILANO, COME LA VIVIAMO Rubrica

(Foto di Marco Becker) - (Foto di Marco Becker) -
04/05/2009 di

Con un piede nell'estate è tutto più dolce. Passeggi per le strade di Milano di notte, nei giorni fra il delirio della settimana del mobile e il fugone della settimana laica 25 aprile-Primo Maggio, per un attimo tiri il naso all'insù. Dici è bella, però. E tutta quella violenza dell'altroieri sembra già non esserci più.

Milano, come la viviamo?

Fuori dal Cox 18, centro sociale di Via Conchetta, questa sera dopo un concerto punk-rock c'è la gente che ride e sta bene e appoggia la schiena stanca al gigantesco pezzo di Blu, l'artista bolognese che la Tate ha voluto a dipingere la propria facciata, pensa che noi ce l'abbiamo qui, gratis, e i politici l'avrebbero imbiancata volentieri. Non conoscono, ignorano. Ripensi a due mesi fa, c'era un freddo cane e decine di poliziotti in assetto antisommossa, pronti a sgomberare un luogo d'alternativa culturale e di condivisione, cancellando non solo il passato ma un presente che la gente ha voluto – dimostrandolo – nuovamente fare proprio. Eri in manifestazione con i ragazzi del Circolo Magnolia, ormai il posto più gettonato di Milano, andate bene voi, no? "Si", rispondono, "ma non è sano che siamo rimasti solo noi..."

Milano, come la viviamo?

Non sono uno da centri sociali, mi piacciono i club alternativi e underground. Dici bene, amico. L'anno scorso la Frangetta era diventata l'icona di una nuova generazione tutta da bere, ora quali locali avrebbero usato per quelle rime meccaniche? Se è vero che passano le mode, il dato certo fino all'altro ieri è che non sarebbe passato il Plastic, da 25 anni il club più evoluto ed evolutivo in fatto di tendenze. Quest'anno, rimasto anch'esso ai box; nel 2010, sarà raso al suolo. Lì di fianco, giri l'angolo, dove c'era il Rolling Stone sorgerà un centro commerciale. Per non parlare di una vera e propria stretta a tutte le forme di club senza protezioni e agganci giusti, quel substrato che rendeva Milano una città viva. Ora la vogliono fare addormentare per fare riposare gli impresari dell'Expo'. E vai a sapere se e come lo faranno, poi...

Milano, come la viviamo?

Mi trasferisco qui perchè c'è l'industria musicale. Voglio giocarmi tutto, se mi fai entrare nel giro giusto giuro che finalmente troverò il mio posto. Piersilvio Berlusconi: "La parola chiave è sogno". Ma il risveglio dal sogno forse uccide e mai tradisce, no? Così almeno cantavano gli Afterhours. Allora via sulla circonvallazione esterna bloccati nel traffico, in attesa di trovare il tuo varco. Se vuoi lavorare in questo ambiente, non puoi prescindere da Milano. Le case discografiche, i club, i pierre, le feste, la televisione. E allora ecco chi viene a tentare la fortuna, spreme il suo anno da milanese e porta a casa l'entusiasmo bruciato. Oppure no, fa la fortuna e svolta per davvero, perchè le opportunità qui esistono ed esiste anche una meritocrazia come raramente altrove, in questo paese.

Milano, come la viviamo?

Sono solo alcune delle domande che ci siamo posti e alle quali vogliamo tentare di dare risposta con un vero e proprio evento editoriale: Rockit che si sveste per un attimo del suo quotidiano e affronta la città della musica in un momento in cui la musica ha milioni di fari puntati addosso ma non redistribuisce utili. Percorsi di repressione culturale, come gli sgomberi dei centri sociali, gli attacchi ai Circoli Arci, la chiusura dei locali più avanti della città, che gli artisti e la gente hanno vissuto con violenza, manifestando peraltro pubblicamente, e anche in piazza, questo disagio. Abbiamo coinvolto molte delle realtà interessanti di questa città per capire, dal basso, che cosa sta succedendo. Come ognuno vive questa violenza quotidiana e se, e come reagisce. Dal punto di vista musicale, intervistando dei milanesi doc come i Ministri, e dei "furesta" che hanno trovato base e risultati qui, Il Genio e Dente. Con Marco Philopat e Giacomo Spazio, sugli spazi e sulla cultura e sull'arte. Con chi opera sul territorio, che cosa vuol dire lavorare fra intrattenimento e ciccia. L'idea dell'ordine borghese, come la vivi? L'idea del controllo, dell'inasprimento e della repressione intelligente, come la vivi? I privèe giusti pieni di coca e i locali non-allineati con i sigilli, come la vivi?

Milano, come la viviamo? è un format che applicheremo a tutte le altre città del nostro Paese. Se il nostro compito come associazione è contribuire alla diffusione e alla condivisione della cultura italiana, allora questo evento editoriale è un contributo alla resistenza quotidiana, alla libertà e alla musica. Perciò contribuite anche voi: diffondete il verbo, linkate lo speciale, guardatevi attorno.

Voi come la vivete?

MILANO, COME LA VIVIAMO:

Chi vive disturba (di Fiz)

Milano chiude (di Michele 'Wad' Caporosso)

Il Suono che nasce dalla metropoli (di Sandro Giorello)

Milano a disegni (a cura di Fabrizio La Scimmia ed Alessandro Baronciani)



 

Tag: milano

Commenti (3)

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  • Nonlinear system theory 07/05/2009 ore 20:35 @nonlinearsystemtheory

    ho letto nella mail che volete fare uno speciale su diverse città d'Italia!
    grandi, davvero una figata!
    intanto mi leggo Milano...

    stay nonlinear :=

    nonlinear.system.theory

  • Alessia DUrso 07/05/2009 ore 22:34 @khyra

    Scorrendo le righe dell'editoriale continuavo a chiedermi perchè limitarsi a parlare di Milano. Sì, stanno chiudendo tutto, sì, ci sono un sacco di problemi... ma... sì, ci sono un altro sacco di realtà. Per fortuna che in chiusura avete annunciato che farete uno speciale su diverse città. Grandi! :?

  • Indigo Age 09/01/2010 ore 19:34 @indigoage

    bellissimo commento sulla realtà milanese, se fate uno special sulle città italiane xke nn citate anke siracusa dove esistono delle belle realtà come : Indigo Age, albanopower, froben, suzan's silver, barbagallo, matildamay insomma il cuore pulsante batte anke a sud.
    :)

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