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Descrizione a cura della band

Il cd “Whatliesahead” è il secondo lavoro in studio per gli Automatic.
Le registrazioni iniziano nell’autunno 2013 presso l’Archensiel studio di Vincenzo e Paolo Penna nella città di Asti, per concludersi ad inizio 2014 con il mixaggio e mastering presso il Greenfog Studio di Genova.
La seconda fatica della band piemontese prende il nome di “Whatliesahead”; che ne sarà di noi : è questa la domanda che si pongono questi ragazzi con le loro canzoni.
La title track è un pezzo a tratti rabbioso, malinconico, che attraversa le emozioni dei ragazzi di provincia di questo particolare periodo storico :Il tempo che scorre veloce, le catene che legano le persone alla routine quotidiana, la voglia di scappare via e la paura di non poter più tornare.
A whatliesahead segue “Scrambled heads “, sicuramente la canzone più sperimentale del cd.
Un ritmo ska infernale scandito dal pianoforte viene alternato a momenti di elettronica dai toni decisamente marcati, per poi sfociare in un finale frenetico e corale.
“Lullabysong” e “Gimcrack”sono invece le canzoni più delicate e riflessive del cd. Sparita la rabbia e la frenesia dei brani precedenti la band piemontese tratta di argomenti quali amori non corrisposti o amori finiti, piccoli oggetti ai quali le persone si affezionano e che dopo poco tempo si dimenticano (gimcrack infatti significa cianfrusaglia) accompagnati da una musica decisamente più dolce e aperta.
Continua il lavoro degli Automatic con la canzone “Don’tfollow me” , non seguirmi canta a gran voce Davide Costantini , e con “No onecaresaboutAutomatic”.
In questo brano gli Automatic ironizzano sulla situazione delle band emergenti italiane, che spesso si trovano ad essere giudicati in concorsi musicali o ad affrontare live in situazioni tragicomiche e surreali, finendo per diventare, solamente, la colonna sonora di una serata strana.
Siamo giunti alla conclusione : l’ultima canzone prende il nome di “Stereo up!”. E’ la canzone più indie del disco, che lascia grande spazio al divertimento e ai synth.
E’ un inno alla musica e al divertimento che i 6 ragazzi vogliono dedicare ad un evento che ha segnato sia la loro esperienza di vita che l’atteggiamento nei confronti della musica. La canzone, infatti, nasce dopo l’incredibile esperienza che hanno vissuto allo Sziget Festival, uno dei più grandi eventi di musica mondiale dal vivo, che si tiene ogni anno a Budapest. La voglia di libertà e di buttarsi senza pensieri nei concerti sono stati trasferiti dal semplice ricordo di una vacanza tra amici ad una vera e propria canzone.

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