Cafe Desordre folk jazz psycho prog quartet

I Cafe Desordre, in bilico tra folk cantautorale a sfumature jazz e atmosfere prog-psichedeliche anni '70, nascono nel novembre 2008, a Verona, grazie alla sintonia creativa di Andrea Felis (voce, chitarra) e Matteo Del Passo (chitarra, effetti, voce). La formazione attuale si completa con l’arrivo nel novembre 2012 di Luca Venturini alla batteria, percussioni e voce e nel settembre 2014 di Mattia Fabris al sax contralto, sax tenore, effetti, tastiere, voce.

4 dischi all'attivo:
Cafe Desordre (demo, 2011) ;
Cafe Desordre (Album, 2013);
EPiccolo Squallido (EP, 2015);
Disodinazioni (Album, 2016).

Nella settimana dal 7 al 13 aprile 2014, con il video di “Per Colpa Di una Donna Slava” registrato live sul tetto di un palazzo a Vicenza, vincono la "World Chart" di balconyTv.com, classifica mondiale, premiati dal voto del pubblico, tra 200 band.

Il primo agosto 2014, in supporto a Sultan Bathery e Maria Antonietta, vengono scelti per aprire il Goose Festival a Zevio Verona. 3 giorni live, in cui si alternano sul palco grandi nomi della musica indipendente italiana.(Management del dolore post, operatorio, Massimo Volume, Bachi Da Pietra).

Il 23 Agosto 2014 esce il primo Video Ufficiale "Per Colpa Di Una Donna Slava" 4° traccia del disco.

Il 1° febbraio 2016 esce in anteprima nazionale su Rockol.it per Indiemood Press Office il video live de "Il transatlantico" (da Cafe Desordre, 2013), girato su una barca a Venezia navigando tra i canali. Il format di Indiemood esiste dal 2014 e raccogli live i migliori progetti Indie italiani.


Il 20 febbraio 2016 il 2° album, dal titolo “Disordinazioni”.
Registrato e mixato come il precedente, al prestigioso Digitube Studio, di Carlo Cantini, è senza dubbio, rispetto al precedente disco del 2013, un'evoluzione avvenuta in modo naturale, ma decisa e cercata.
La formazione in trio di allora, aveva dato vita ad un album immediato e diretto. Due anni dopo, esplode in "quartet" un mix perfetto tra consapevolezza, istinto e coraggio di osare, senza troppo guardarsi indietro.Il disco si impreziosisce della presenza in studio di una musicista e ospite d’eccezione, Ester Wegher al violino.

Nel disco è presente un filo conduttore, un tema più o meno esplicito, le “disordinazioni", (manifestazioni ed espressioni artistiche urbane, non annunciate, definite come movimento negli anni 90, che si caratterizzano per non avere mai un pubblico consapevole) come avveniva per i dischi prog. degli anni 70.
Il progetto grafico caratterizzato da un “artwork” molto curato, mix fra disegno, collage e fotografia, realizzato da FAARM.