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Descrizione

La libertà di essere veramente se stessi a volte è dono di un lavoro cercato e sudato che in pochi sono in grado di meritare e poi sopportare.
La libertà di essere coerenti,lucidi e veri,senza se e senza ma,senza il benchè minimo compromesso nell’espressione della propria anima, dei propri ideali e della propria lirica,
Un vero outsider,un fuoriclasse come Cesare Basile brilla nel novero dei grandi autori italiani per l’eleganza,la classe e il modo,pur se cruento e a tratti ”sanguinario”, con cui continua a raccontarci la sua musica e le sue storie.
Storie questa volta frutto del suo ritorno in Sicilia,del suo impegno nell’ambito dell’Arsenale (Federazione siciliana per le arti e la musica) e del teatro Coppola occupato di Catania.
Storie di matti, anarchici, lavoratori di giornata,donne in ginocchio,assassini per esasperazione, tamburini che si fanno la libertà da soli, e di una lingua, il siciliano, che sembra d'altri tempi. Come la libertà, appunto. Ma non c'è un tempo per la libertà. La libertà si fa sempre. Con le proprie mani.

“Queste canzoni sono cresciute da sole, in Sicilia, fra la polvere di cantiere di un teatro occupato. Non avevo tempo per suonare la chitarra. Dovevo impastare il cemento, dare la calce ai muri, passare linee elettriche. Evitare che gli idioti e gli infami mi rovinassero il piacere di ignorare il Potere. Sono cresciute da sole, senza strepiti, senza smanie o affanno, determinate a venir fuori quando sarebbe stato il momento.
Poi, in estate, mi sono seduto, ho passato di nuovo sulla chitarra le mani secche di tanta polvere, e ho cominciato a suonarle queste canzoni. Non credo neanche di averle scritte, o, se è successo, è successo talmente in fretta da non rendermene conto.”Cesare Basile Dicembre 2012

L’album (il primo della carriera di Cesare Basile che porta come titolo il suo stesso nome) verrà pubblicato in versione cd e vinile.Quest’ultimo,doppio,verrà pubblicato dalla Viceversa records di Catania per la sua collana ”In Vinile” (della quale lo stesso Basile è direttore artistico) e oltre al nuovo album conterrà un ulteriore album di reinterpretazioni acustiche di alcune tra le più belle canzoni di Basile,realizzato esclusivamente per la collana della Viceversa records con il titolo ”Le Ossa di Colapesce”.

Credits

Tracklist: 1)Introduzione e sfida 2)Parangelia 3)Canzoni Addinucchiata 4)Nunzio e la Libertà” 5)Marilitta carni 6)Minni spartuti 7)L’Orvu 8)Caminanti 9)Lettera di Woody Guthrie al giudice Thayer 10)Sotto i colpi di mezzi favori.

Credits album Cesare Basile S/T (c&p 2013 urtovox rec)
Registrato e missato a Zen Arcade, Catania, da Guido Andreani. Estate 2012
Prodotto e suonato da Cesare Basile, Luca Recchia, Massimo Ferrarotto, Rodrigo D'Erasmo, Enrico Gabrielli, Andrea "Fish" Pesce , Marcello Caudullo, Marco Iacampo, Guido Andreani.
Testi e musiche di Cesare Basile
"Canzuni Addinucchiata" scritta con Dina Basso
Assistente di studio Sebastiano D'Amico.
Masterizzato a Elettroformati, Milano, da Alessandro Gengi Di Guglielmo
Copertina di Monica Saso

L’album verrà presentato Live l’8 Febbraio al teatro Coppola di Catania ed il 9/ Febbraio al teatro Garibaldi di Palermo.
Seguirà il tour a cura di Indiemeno.it

Cesare Basile -- Biografia

Cesare Basile (Catania 7.2.64) suona e scrive canzoni dall'inizio degli anni ottanta.
Pubblica il suo primo album nel 1987 con i Candida Lilith che si sciolgono l'anno successivo, quando Cesare si trasferisce a roma per aggregarsi ai Kim Squad con i quali affronta una lunga stagione di concert in Italia in Europa. Lascia la band alla vigilia delle registrazioni del nuovo disco e nell'88 rientra Catania dove fonda i Quartered Shadows. Con i Quartered nell'89 registra e pubblica l'album omonimo per la Crazy Mannequin di Milano e poco dopo si trasferisce a Berlino Est dove è appena caduto il Muro.
A Berlino nel 1993 pubblica con i Quartered Shadows The last floor beach, prodotto dall'olandese Mark De Reus, già al lavoro con Urban Dance Squad.
La band si scioglie mentre lavora ai provini del terzo disco e Cesare ritorna a Catania dove, nel 1994, registra il suo primo album solista La Pelle (Lollypop records) definito dalla critica come uno dei migliori album d'esordio di quell'anno.
Nel 1998 è la volta di Stereoscope (Blackout/Mercury).
Nel 2001 Closet Meraviglia (Viceversa/Extra Labels) segna il passaggio definitivo verso la canzone d'autore. L'album è prodotto da Hugo Race (Nick Cave and the bad seeds, True Spirits) e vede la partecipazione di John Bonnar che cura la scrittura degli archi. Closet Meraviglia contiene già pienamente quell'attitudine internazionale che non abbandonerà mai più l'artista catanese.
L’album successivo, Gran Calavera Elettrica pubblicato nel 2003 da Mescal e magnificamente accolto da oltre un centinaio di articoli pubblicati con toni a dir poco entusiastici nei sei mesi successivi la sua uscita,vede Cesare Basile affiancato dalla sua band di fiducia (Marcello Caudullo chitarra, Beppe Sindona basso, Marcello Sorge batteria) e da John Parish (produttore fra gli altri di P.J. Harvey, Sparklehorse, Giant Sand, Tracy Chapman, Eels, Goldfrapp) in cabina di regia e al mixaggio (affiancato da Daniele Grasso). Vanno infine segnalate le preziosissime collaborazioni di John Bonnar (Dead Can Dance), Nada (che regala una meravigliosa interpretazione di “Senza sonno”), Lorenzo Corti (Cristina Donà, Delta V, aka Musical Buzzino), Valentina Galvagna e Marta Collica (Sepiatone).
Con la pubblicazione di Gran calavera elettrica Cesare si trasferisce a Milano.
Il rapporto tra Cesare Basile e John Parish prosegue nella produzione del disco di Nada: Tutto l’amore che mi manca. Per lei, oltre a suonare e curare gli arrangiamenti, Cesare scrive Proprio
tu definita da Emiliano Corraretti su Musica! di Repubblica del 6 maggio 2004, “il cuore” dell’album di Nada.
Il connubio con John Parish si consolida anche dal vivo con Songs With Other Strangers,
progetto nato dalla volontà di un gruppo di amici musicisti / songwriters. Oltre agli stessi Basile e Parish, SWOS sono Manuel Agnelli degli Afterhours, Hugo Race (ex Bad Seeds, ora True
Spirits / Sepiatone), Marta Collica (Sepiatone), Stef Kamil Carlens (ex Deus, ora leader dei belgi
Zita Swoon), Jean-Marc Butty (P.J. Harvey- Venus), Giorgia Poli (ex Scisma, Micevice) e alcuni musicisti ospiti (Roberta Castoldi, Marcello Caudullo).
Alternandosi tra appuntamenti live, produzioni (The Jains, Songs For Ulan, Twig Infection, Dave Muldoon)e lavoro ai testi per Afterhours, Cesare Basile si concentra sulla realizzazione di Hellequin Song (mescal gennaio 2006),L’album,prodotto dall’ormai inseparabile John Parish, e
missato da Marco Tagliola e John Parish, vede la collaborazione di Hugo Race, Marcello Caudullo, Marcello Sorge, Giorgia Poli, Michela Manfroi, Roberta Castoldi, Marta Collica, Kris Reichert, Jean Marc Butty, Stef Kamil Carlens, Enzo Mirone, Lorenzo Corti e Manuel
Agnelli. Hellequin Song, è stato anticipato dal primo singolo, Fratello Gentile. Durante la primavera2006 è stato distribuito ai ntw televisivi il video dedicato al brano “Dal Cranio”.
Il 1° Dicembre del 2006, è la volta della pubblicazione del live 14.6.06,CD+DV, realizzato grazie alla Casa 139, noto locale milanese.
Nel 2008, conclusosi il rapporto con la Mescal, Cesare entra a far parte della Urtovox e pubblica Storia di Caino, prodotto ancora una volta da Parish e realizzato insieme a Gabriele Ponticiello al
mixer e i musicisti Luca Recchia, Marcello Sorge,Michela Manfroi, Rodrigo Derasmo, Marcello Caudullo, Lorenzo Corti. Nell'album anche la preziosa partecipazione di Robert Fisher (Willard Grant Conspiracy) con il quale Cesare aveva già condiviso un lungo tour Italiano e con il quale partirà per un lunghissimo tour europeo in qualità di componente di Willard Grant Conspiracy insieme a Michela Manfroi e opening act.
L'anno succesivo la regista slovena Petra Seliskar contatta Cesare Basile per partecipare alle riprese e alla colonna sonora del film documentario sulla vita di Frane Milenski Jezek “My world is upside down”. Per l'occasione riscrive e reinterpreta uno dei più famosi brani di Jezek, Elon Lan Ler, registrando a Skopje con l' Orchestra della Radio Televisione Nazionale Macedone arrangiata da John Bonnar. Del cast fanno parte anche Hugo Race, Robert Fisher, Chris Ekmann, John Bonnar,oltre a diverse personalità della scena musicale balcanica.
Seguono alcune produzioni di artisti della nuova scena musicale siciliana Don Settimo, Black Eyed Dog, Dimartino.
Nel luglio del 2010, dopo quasi due anni di registrazioni e scrittura in giro per l'Italia, Cesare Basile si ritrova al Monopattino Studio di Sorrento per dare corpo, insieme a Guido Andreani e Luca Recchia, al suo nuovo album in uscita per Urtovox “Sette pietre per tenere il diavolo a bada”.
Ancora una volta Cesare Basile rimette in discussione il suo mondo musicale e la sua scrittura, realizzando un lavoro minimale e allo stesso tempo ricco di interventi, una discesa nella Sicilia più profonda, sguardi su un mondo che non smette di affascinare l'artista catanese alla continua ricerca di linguaggi e dettagli.
L'uscita di ”Sette pietre per tenere il diavolo a bada” (Marzo 2011) coincide con il ritorno in Sicilia dopo sette intensi anni milanesi. Il disco viene presentato in prima battuta esclusivamente con un lungo tour siciliano, l'”Ovunque in Sicilia tour”, che tocca ogni angolo della ritrovata isola e serve a promuovere l'Arsenale, Federazione Siciliana delle Arti e della Musica, di cui Cesare Basile è fra i principali promotori.
L'Arsenale segna l'inizio di un percorso di forte impegno politico e sociale che porterà, nel dicembre del 2011, Cesare Basile, insieme ad altri artisti siciliani, all'occupazione del Teatro Coppola di Catania. Questa esperienza, con il suo naturale carico di idee e pratiche libertarie, fa da incubatrice alle nuove canzoni che vedono la luce nell'estate del 2012. Scritte di getto nel corso di una settimana, vengono registrate e prodotte a Zen Arcade nel mese di settembre.Dieci canzoni che vanno a comporre la tela di un nuovo album ”Cesare Basile”, in uscita a febbraio 2013 per Urtovox. ”Cesare Basile” uscirà anche su vinile per Viceversa records, un doppio album a tiratura limitata che includerà ”Le ossa di Colapesce”, una raccolta di canzoni già edite ma riregistrate durante una session acustica per la collana ”In Vinile” della Viceversa Records nel settembre 2010.
A giugno del 2012 Habanero in collaborazione con Erga editrice pubblica il primo romanzo breve di Cesare basile,Nero e Immobile, con allegato un cd contenente la sonorizzazione live dei Caibro 35 di un reading di lettura di Basile tratto dalllo stesso romanzo .

Discografia CESARE BASILE:


Album

* 1994 - La Pelle (lollypop records)
* 1998 – Stereoscope (black out)
* 2001 - Closet meraviglia (extra label)
* 2003 - Gran calavera elettrica (mescal)
* 2005 - Hellequin Song (mescal)
* 2006 - 14 06 2006(live cd/dvd) (mescal)
* 2008- Storia di Caino-URTOVOX
* 2011 – Sette Pietre per Tenere Il Diavolo A Bada-URTOVOX

Singoli :
* 2001 - Tra il tuo corpo e la cena
* 2002 - Bevi stai su
* 2003 - Primo concime
* 2005 - Fratello gentile

UFFICIO STAMPA e PROMOZIONE UNOMUNDO.IT
Paolo Naselli Flores promo@unomundo.it cell 392/9627374

testi:

1) INTRODUZIONE E SFIDA

Vinni a cantari e cantaturi sugnu
annintuvatu pri tuttu lu regnu
di quantu cantaturi chi ci sunnu
tutti custritti 'nta un pugnu li tegnu
quannu cantu cu tia nun mi cunfunnu
suddu canti cu mia cci ha' aviri 'mpegnu
cantami zoccu voi ca t'arrispunnu
d'amuri, gilusia, spartenza e sdegnu


2) PARANGELIA
(per Katerina Gogou)

Ora che il trucco
scorre piano
sul fondo del mio volto
con il muco e il pianto
il sole dentro al brandy
dove non c'è il mare
guarda con calma
le mie unghia
i miei capelli e gli anni
che son sporchi e lunghi
e non m'importa un cazzo
anche se ho paura
ma io
io ballo ancora una richiesta
io ho una richiesta da ballare

Non tornerò giù in strada
senza un'arma
non mirano alle gambe
puntano al dolore
sparano al cervello
ti lasciano svanire
voglio ordinare
una canzone
e scrivere poesie
nel fiato dei banditi
è un vizio d'Odissea
di Grecia e d'Anarchia
qui io ballo ancora
una richiesta
io ho una richiesta
da ballare

Lascio tre guardie
stese in terra
ho in mano lo stiletto
che ha difeso il tempo
di restare sola
tempo del mio rispetto
tempo di una canzone

io stavo ballando una richiesta
io ballavo una richiesta


3) CANZUNI ADDINUCCHIATA
(Dina Basso/Cesare Basile)
in memoria di Alfia
La storia di una donna costretta in ginocchio per tutta la vita.In ginocchio per lavorare, pregare, essere sfruttata e usata sessualmente. Quando, in morte, viene messa nella bara, è incapace di starci distesa. Calatemi nella fossa in ginocchio.

L'armuzza di me matri mi lassau
sgravata do piccatu da me carni
mancu u vattiu ci potti e m'arristau
a curpa ca purtava supra e spaddi

Ancunicchiata sutta la curria
a peddi m'allisciaunu a tumbulati
Santa Maria s'ava scurdatu i mia
sutta e pateddi ciciri caliati

Assammarava c'aveva decianni
malumisteri ha statu a lavannara
beddi dinocchi ci lassai e petri
i manu s'anniaru 'nta ciumara

Finiu la guerra e s'accapau l'amuri
o friddu era e u friddu su purtau
ju m'anciccava 'nterra ppi priari
ma ammenzu a nivi a nivi su curcau

Doppu vintanni ancora dinucchiuni
calata pp'arricogghiri i frastuchi
calava u suli e ju non m'addrizzava
u jarmu do camperi mi vuleva

Carrabbinera trasi a morti n'casa
Santa maria s'arriurdau di mia
cunortu fu me matri ciaurusa
nun lassu nenti e nuddu sdillania

Dintra o tabbutu o scuru unn'aju abbentu
nunn'aju piaciri a stari stinnicchiata
è a prima vota e ccu mill'ava diri
calatimi nta fossa addinucchiata


4) NUNZIO E LA LIBERTA’

Nunzio ha un cuore di latta
e lo batte a grancassa
che la gioia di uno scemo
sa prendersi gioco del sangue
e per gioco a ogni testa che cade
lui gioca a fare la libertà

dalla terra rubata
si miete il diritto d'odiare
galantuomini attenti
che il vento stanotte ha la rabbia
e ci prende per mano
soffia dentro alle ossa
cantando così

Nun su' càusi li cammisi,
Li sbirrazzi tutti 'mpisi
Tutti 'mpisi li sbirrazzi,
Li piccieri nun su tazzi.
'E nutara cutiddati,
Li cutedda nun su 'spati.
Nun su' spati li cutedda,
Lu panaru 'unn'è crivedda.

Sulla nuova bandiera
c'è scritto di farsene vanto
che la guerra dei miseri
salva l'onore del mondo
e un tamburo di latta
dentro il cuore di Nunzio
fa la sua libertà

Generale che porti
i colori di questa bandiera
perché chiami canaglie
i villani che l'hanno cucita
ora spara a uno scemo
al suo cuore di latta
che canta così

'E parrini lampi e trona,
C'è cu canta c'è cu sona,
C'è cu sona c'è cu canta,
C'è cu scippa c'è cu cianta.
Cavaleri arsi tutti,
Cu ni scorcia cu ni futti.
Cu ni futti cu ni scorcia,
Lu lampiuni nun è torcia.

E' lu chiummu ca mi ràzzia
u to sdingu ca mi sazia
sugnu Nunziu, Maistà
iu ma fici a libbertà


5) MARILITTA CARNI
La carne maledetta degli ultimi, la carne che cuoce sotto il sole e non può gridare. Quelli che una volta erano i lavoratori di giornata, sfruttati da padroni e caporali, sono oggi gli immigrati che arrivano dall'altra parte del mare, accusati di rubare le bucce lasciate dai Signori.

Venunu i jurnatari
s'agghiuttunu la fami
e 'mprinunu la morti
venunu i jurnatari
di dabbanna o mari

Scaliatici i sacchetti
s'avissinu arrubbari
i scorci de patruna
venunu i jurnatari
di dabbanna o mari

Ah, maliritta a carni
ca coci sutta u suli
maliritta carni

O funnu de tabbuti
ccu l'ossa schitti e i manu
all'arvulu 'nchiuvati
prejunu i jurnatari
di passari u mari

Scaliatici i sacchetti
s'avissinu arrubbari
i scorci di dumani
venunu i jurnatari
di dabbanna o mari

Ah, maliritta a carni
ca non ppo fari vuci
maliritta a carni


6) MINNI SPARTUTI
Un antico racconto d'amore, morte e sottomissione. Una donna del popolo, detta Minni Spartuti a causa della bellezza e della perfetta divisione dei sui seni, viene fatta uccidere dall'amante patrizio per il quale la relazione è diventata scomoda e sconveniente.

Cianciti giuvini – surdi e muti
Ora ch'è morta – Minni Spartuti
Mentri la povira – stava durmennu
Veni un curriculu – prestu currennu

Ddà sutta fermasi – ddà nni Marana
Sbatti la porta – cu scinni e acchiana
“Cu' è ddocu a stura?” – “Lu cammareri
Cà voli a Pidda – lu Cavaleri”

“Cu' è chi sbatti – Mammuzza mia?”
“Manna lu principi – ca voli a tia”
“ Ed a chist'ura – unn'aju a ghiri? “
Mancu sapissi – c'havia a muriri!...

Si susi subitu – a la 'mpruvvisa
Senza quasetti – senza cammisa
Si vesti subitu – bedda pulita
Ca di lu principi – era la zita

Si la purtaru – fora la porta
'Un vitti 'u Principi - “Ah! Sugnu morta”
Si la purtaru – 'nta ddu gran chianu
“Damuci morti – a manu a manu”

S'arriparava – cu li so' vrazza:
“Pi caritati – pirchì m'ammazza?“!
un corpu orribuli – 'mmenzu li minni:
l'armuzza 'mmucca – 'mpinta la tinni

un corpu orribili – 'nta la natura,
chi morti barbara – dda criatura!
Chianciti giuvini – e surdi e muti,
ora ch'è morta – Minni Spartuti


7) L’ORVU
Anticamente ai ciechi era affidato il racconto, il cuore delle parole. Questo è il racconto di un uomo che si fa cieco per arrivare al cuore delle parole.

E iu cchi parru e poi
cchi parru a fari
ca semu 'nsemi mannira e vaddiani
ca vaju ciccannu u cori de paroli
e sentu sulu sgrusciu di cianciani

'N tempu mi fici orvu ppi cuntari
e a vuci ora è sbrizziata gnuni gnuni
chiacchiri arricugghiemu e no paroli
ca di sti chiacchiri semu patruni

Tinitavilla st'anima purrita
'mpastatala danovu sta limarra
scrivitici lu nomu ccu li ita
ca non sanu di paci e mancu i verra

Iu vaju ciccannu u cori de paroli
e sentu sulu sgruscio di cianciani
chiacchiri arricugghiemu e no paroli
ca di sti chiacchiri semu patruni


8) CAMINANTI

Uno a uno seguendosi
mai di troppo vicini
dall'asilo dei fili smagliati
per le strade dei sani
come appunti smarriti
di altri capolavori
masticati nell'afa d'Agosto
a piccoli passi

Sono i pazzi ma liberi
di uscire a fumare
di portarselo a spalla il dolore
interrotto e sedato
che rimanga con loro
non ci guasti il dovere
sono liberi si di fumare
da pazzi e da soli

Hanno voci perdute
dentro un corpo occupato
le parole svelate e corrotte
da chi ragiona il malanno
sono solo clessidre
per i turni di notte
non si ascoltano i pazzi
per quello che dicono
che vorrebbero dire

Ogni tanto uno sguardo
si leva e ricorda
che eravamo ragazzi e di gioco
si poteva impazzire
che qualcuno alla fine
c'è riuscito davvero
qualcun altro per finta
o a fatica
ha imparato a dormire

9) LETTERA DI WOODY GUTHRIE AL GIUDICE THAYER

Vorrei cantare
la storia di quegli uomini in piedi
ma non ho tempo
che i tuoi sbirri
già mi corrono dietro
delle menzogne
tessute fitte insieme al rame
fino alla sedia che salda il conto
ai prigionieri

Giudice giusto
il loro sangue
è andato fra la gente
lesto e veloce
più del lampo
della scarica
più della mano che
firma la morte
e si nasconde
nelle tue tasche
cercando le
chiavi di casa

Giudice giusto
dagli occhi tristi
e il vento
alla catena
ho questa storia
e il vino nero
di chi
resta in piedi
ho questi nervi
che non han figli
da farsi perdonare
giudice giusto
dei nostri nervi


10) SOTTO I COLPI DI MEZZI FAVORI

A guardare
questa strada dall'alto
non si vedono polvere e ossa
le terrazze ti cavano gli occhi
i cortili ti prendono il fiato
dentro coppe di luce
luminarie e reliquie di sante
divorate nel sole
qui le offese
sono offerte di pane
e nel pane
si nasconde l'offesa
non lo vedi a guardare
dall'alto

A guardare dall'alto
non si pensa che altrove
se arrivava qualcuno da qui
preferiva tacere il suo nome
la terra e inventava gli accenti
ingoiando bestemmie
come a chiedere scusa
ai cirnechi e la sabbia
se i mandanti
sono fatti ministri
e i ministri
si fanno mandanti
non ci pensi a guardare
dall’alto

A guardare
questa strada dall'alto
non lo vedi il mestiere dei servi
chiusi nelle botteghe a forgiare
il ricatto e la democrazia
inchiodare le bare
tatuare i presagi
di un piano regolatore
i pezzenti
allevati a padrone
son la guardia migliore
sono guardie da sempre
non li vedi
a guardare dall'alto

A guardare dall'alto
non le vedi le schiene spezzate
sotto i colpi di mezzi favori
i signori seduti al caffè
consumare il diritto di pochi
a marchiare le carni
con un ferro di riconoscenza
e una stretta di mano
ma nel buio
di ogni seme c'è il segno
di una sorte rappresa
nei canestri dei boia
non lo vedi dall'alto

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