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Descrizione

Nel racconto “Il Colombre” di Dino Buzzati il Colombre è un mostro dei mari, che tutti temono ma che nessuno ha mai visto. O perlomeno, soltanto chi viene scelto dal Colombre può vederlo. E il mostro per tutta la vita insegue il prescelto attraverso i flutti e i mari del mondo promettendo di portare, secondo la leggenda, disgrazie e infelicità eterna. Il giovane marinaio del racconto da bambino vede per la prima volta il Colombre nella scia della barca del padre e per questa ragione il genitore comprende che il figlio è stato purtroppo ormai scelto dal mostro.
Ad ogni modo benchè il padre tenti di tenerlo lontano dall’acqua, il ragazzo non resiste al richiamo della sua vocazione per il mare e naviga per tutta la vita continuando a scorgere sinistro il profilo del mostro dentro la scia della sua barca. Il Colombre lo insegue per tutti i mari e gli oceani del mondo finché il marinaio, ormai diventato un vecchio comandante e prossimo a morire, decide per una sorta di rispetto verso l’antico nemico che l’ha seguito fedelmente in ogni dove di farsi calare dai suoi marinai in una scialuppa e di incontrare il mostro.
Quando a colpi di remi lo raggiunge il Colombre emerge dalle acque e gli dice: “Quanto mi hai fatto aspettare. Io volevo solo raggiungerti per consegnarti la perla del mare che dona felicità e ricchezza eterne”. Così detto il mostro scompare tra i flutti. Pochi mesi dopo la scialuppa e il corpo del comandante, ormai scheletro, venne ritrovato incagliato tra gli scogli con accanto una grossa grande, pietra bianca.
Quando alcuni mesi fa mi sono imbattuto in questo racconto ho pensato che mi parlasse. Come quel giovane marinaio anche io non so resistere alla tentazione dell’acqua, ma come quel giovane marinaio temo anche il mostro, in fondo senza nemmeno averci mai parlato. Che aspetto abbia questo mostro non saprei. Forse è la sfrontatezza e la trasparenza di scrivere, suonare e fare un disco da solo, senza schermi, senza un gruppo.
Forse è il ripartire da zero dopo avere avuto per tanti anni una band i Chewingum, cominciare più che un nuovo capitolo un nuovo libro, confrontarsi senza sconti con sé stessi. Eppure questa idea, questa possibilità ha continuato ad osservarmi da una certa distanza per molto tempo e io mi facevo inseguire. Tutto qui.
Forse questo disco è l'incontro con quel mostro e io ho fiducia che come nel racconto di Buzzati, il Colombre mi abbia inseguito solo per donarmi la perla dei mari. Non volevo aspettare di essere vecchio e stanco come il marinaio per farci due chiacchiere e allora ecco qui il disco.

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Credits

"Pulviscolo" è un disco arrangiato, suonato da Giovanni Imparato.
Prodotto da Giovanni insieme a Fabio Grande (Joe Victor, I Quartieri, Mai stato altrove, The Shalalalas). Registrato da Fabio e Pietro Paroletti in pochi giorni e in presa diretta, senza click e cuffie, presso la "Sala Tre" degli Artigiani Studio di Formello (Roma) e masterizzato da Carl Saff a Chicago.
Batteria: Marco Imparato
Basso: Marco- Carta-Cattaneo
ospiti:
IOSONOUNCANE - cori, string machine e glockenspiel in Blatte
Francesco Aprili - percussioni in Dimmi Tu, Fuoritempo, Blatte, Deserto (sampling pad)
Nicolò Pagani - basso su Bugiardo

Etichetta: Bravo dischi
Booking: Panico concerti
Ufficio stampa: GDG Press

Commenti (2)

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  • indienick 15/03/2017 ore 21:05 @indienick

    che atmosfere bel disco

  • montalban 01/05/2017 ore 15:24 @149246#montalban

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