Descrizione

In uscita il 7 giugno per WWNBB Collective, Cold Yet Dazzling è il terzo singolo di DANXGEROUS, progetto solista di Daniela “Dan” Mariti, che dopo l’ottimo debutto con i brani Keys e Sides torna con una nuova canzone dall’anima indie-folk, talmente struggente ed intimo da apparire come una pagina di diario quasi troppo privata, che non si potrebbe mai leggere ad
alta voce se non mettendola in musica. La canzone si apre con una voce calda accompagnata da una chitarra acustica continua e, in sottofondo, da una chitarra in reverse che sta a ricordare proprio “il bagliore” fuorviante ed incerto di cui si parla nel testo. Cold Yet Dazzling racconta infatti l’incapacità di accettare che un rapporto molto intenso e stretto, non necessariamente romantico, possa essere al tempo stesso negativo, disfunzionale e carente. Parla della facilità con cui ci si abitua ad accettare dei minuscoli barlumi di comprensione e amore in un mare di problematicità, come una nebbia fitta che pervade tutto ciò che ci circonda colorandolo di blu scuro, perfino la nostra stessa casa, che dovrebbe offrirci calore e sicurezza ma, in realtà, può d’un tratto diventare un luogo ghiacciato ed instabile, vuoto di significato. Per quanto forte sia la voglia di gridare e additare tutto ciò che ci sembra sbagliato, non ne siamo capaci. Vorremmo essere arrabbiati, indignati, ma guardare l’altra persona negli occhi ci ancora a terra, impedendoci di parlare come vorremmo, di dare solidità ai nostri sentimenti così liquidi e fluidi, i quali evaporano non appena vengono riscaldati, anche solo da un piccolissimo squarcio di luce. Vorremmo toglierci le mani dagli occhi per vedere la verità e accettarla in quanto tale: la lotta contro l’essere troppo affezionati, succubi di un sentimento che ci ha accompagnato durante la nostra crescita, fino al punto in cui siamo ora. L’unico momento in cui ci si sente abbastanza forti da lottare, è il momento in cui l’altro non guarda, non capisce, ignora l’avversione, perché non siamo in grado di comunicare quello che davvero proviamo, non vogliamo che l’altro lo veda, e invece di lanciarlo davanti a noi, verso chi ne è il destinatario, lo teniamo dentro, pronti a fare a pugni con la dualità del sentimento che prende il sopravvento su un organismo abituato ai colpi, talmente tanto da affezionarcisi, in un meccanismo tossico e manipolatorio, dove la mente trova terreno fertile per distorcere la realtà e reindirizzare le colpe verso se stessa, pur di rimanere al sicuro in quell’alone luccicante di strana abitudine e comodità.

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