Descrizione a cura della band

Per chi ascolta i delay_house dall'esordio, ad ogni nuovo album il gioco è sempre molto stimolante: capire quali elementi hanno aggiunto al loro stile scarno e personalissimo, fatto di loop, intrecci di chitarre elettriche senza amplificazione, distorsioni sintetiche, cassa/rullante da elettropunk e voci che creano atmosfere dilatate con due o tre parole. Il gioco dei delay_house sta tutto nel cercare di superare i limiti stilistici autoimposti per generare nuove idee e soluzioni, ma sempre rimanendo fedeli a sé stessi.
Visto da questa prospettiva il nuovo disco "Il mare e le stelle" contiene una miniera di novità: prima tra tutte ha un titolo, mentre gli album precedenti si limitavano ad essere numerati. La cosa si fa ancora più interessante quando si scopre che tutte le canzoni del disco nominano in qualche modo il mare o le stelle (tranne la conclusiva "sii", che è in sostanza un brano strumentale).
Viene creato così un vocabolario di sensi e sensazioni che ruotano intorno a questi due concetti cardine: il mare come folla anonima, come luogo in cui ci si perde o si affonda, ma anche come custode delle "onde del mondo", Le stelle invece come punti di attrazione ma anche soprattutto come solitudini.
Anche dal punto di vista sonoro le novità sono tante: restano qua e là le chitarre senza amplificazione, ma i suoni elettronici prendono il sopravvento, con un utilizzo massiccio di campionamenti sia dai dischi precedenti sia esterni, come un'aria lirica in "minoranza contro l'ignoranza" e i violini in "tutti dj". Proprio questi due brani in apertura del disco con una certa atmosfera presa bene rappresentano forse i momenti più alti del disco, prima di essere trasportati verso la rabbia ("followersoldi") le atmosfere sognanti ("comete come te", "onde") e uno struggente finale ("sii").

Credits

Fabio: chitarre senza amplificazione, voci, campionamenti
Andre: batterie, sintetizzatori

Commenti

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