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Descrizione a cura della band

Federico Fiumani dei Diaframma canta “Un ricordo che vale dieci lire”, una raccolta di preziosi souvenir della musica italiana, cioè canzoni d’autore che hanno lasciato solchi nel cuore e nella memoria di Federico, come di tutti, contribuendo alla formazione della sua sensibilità poetica. Quegli stessi solchi adesso si incontrano, incisi e affiancati su vinili stampati in edizione limitata (solo 1.000 copie), realizzati grazie alla generosa partecipazione dei fan al sogno di Federico.

Dal 18 novembre 2014 è quindi disponibile "Un ricordo che vale dieci lire" di Federico Fiumani (Diaframma Records/SELF e Vinyl Love), prodotto artisticamente insieme ad Alessandro Grazian, il quale ha arrangiato e suonato quasi tutti gli strumenti, dando una veste semplice e delicata alle 11 canzoni scritte da De Gregori, Guccini, Lolli, Endrigo, Tenco, Battisti, Paolo Conte, Bennato, Zenobi, Giuni Russo, Dalla. E allora tutta la dolcezza e l’amarezza di “Lontano lontano” di Luigi Tenco (primo singolo estratto dall’album) oppure la tenerezza e la tristezza de “Lo scapolo” di Paolo Conte prendono nuova vita tra i ricordi e nelle corde - di solito più avvezze al punk - di Federico, che ha selezionato, interpretato e registrato tutti i brani nel San Pedro Studio di Milano di Antonio “Cooper” Cupertino.

Federico Fiumani realizza così il suo insolito desiderio vivo da anni, condividendo il progetto di "Un ricordo che vale dieci lire" con estimatori e fan, addirittura superando gli obiettivi prefissati sulla piattaforma di crowdfunding Musicraiser (sono stati raccolti oltre 10.000 euro in due mesi!).

“Sono molto contento del risultato di questa operazione… E comunque, se nel '77 non ci fosse stato il punk avrei provato a fare canzoni come queste, ma siccome c'è stato, vi dovete accontentare di un cantautore punk”
(F. Fiumani)

Commenti (4)

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  • TheLie 10/11/2014 ore 14:13 @thelie

    cazzo, ma è stonato come una campana! peccato...
    gli arrangiamenti di Grazian belli.

    rispetto per Fiumani, per la sua storia, ma si sente che è un prodotto fatto in casa.

  • ugomoscato 11/11/2014 ore 00:11 @ugomoscato

    Suggestive Interpretazioni personali, direi piuttosto. Le canzoni scelte sono molto belle, Danze di Zenobi su tutte (anche con l'erre moscia). Poi anche ben suonato.

  • Gabriele Moschini 17/01/2015 ore 09:40 @gabrielemoschini

    Non è stonato... è il suo modo di cantare.... un pò "toscanizzato".... che coraggio ad esternare certe cose ad uno che ha segnato il rock italico e che è sulla scena da 35 anni.... mah

  • Roberto Bossola 22/10/2015 ore 09:38 @rbr98to

    ma la r moscia si sente solo su alcuni pezzi !!!

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