Descrizione

Le rigole sono solchi che incidono le lisce pareti rocciose dei versanti solivi delle
montagne. Si formano tramite l’erosione di scorrimento dovuta allo scioglimento della neve
invernale con l’arrivo del tepore primaverile. Rimangono lì, sospese nell’alto delle
pareti, come graffi, segni permanenti dello scorrere del tempo, o come rughe
d’espressione del volto delle montagne. Queste, erodendosi, lasciano un poco alla
volta una microscopica ma sostanziale parte di loro stesse nell’acqua che ne solca le
pareti. Come fossero guance del loro volto.
Testimoniano così un passaggio millenario che porta con sé le comode illusioni di cui
la vita umana si riempie, potendo però al contempo liberare una nota di bellezza nel
lasciarsi consumare dal tempo.
Allo stesso modo, questi cinque pezzi sono delle testimonianze rumorose del transito
verso un futuro incerto, inspiegabile e muto, destinato più che mai a lasciare sospese
le domande che sarebbe lecito porre a chi, forse, lo ha reso tale.
Nella speranza che nel nostro consumarci rimanga una nota di bellezza.

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