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Descrizione

L'aria che si respira a volte ha il sapore del jazz NordEuropeo. Il brano "Guardando ad E.S.T.", ne è una dedica più che esplicita. Altre volte, invece, potremmo stare in una piazza della Tunisia oppure in compagnia dei Weather Report o di R.Beirach. Lavoro intenso e coraggioso che incarna bene, secondo me, cosa vuole dire oggi fare o suonare jazz. (Ferruccio Spinetti)

Jazz sperimentale, uno sguardo alla musica classica, pianoforti rarefatti, distorsioni repentine e all’improvviso ancora suoni puliti, immediati, sospesi tra influenze nordeuropee, l’immancabile improvvisazione e le radici mediterranee. Attraversa sonorità poliedriche “Head Project Trio”, debutto discografico dell’omonimo Trio composto da Fabio Tommasone (Pianoforte), Raffaele Natale (Batteria) e Luca Varavallo (Contrabbasso). Nove tracce per un percorso musicale affascinante e contrastante, arricchito dalle originali intrusioni dei sintetizzatori e campionamenti di Donato Cutolo, curato dalle riprese e dal missaggio di Marco Riccardo Musco e con il tocco finale del mastering di Vittorio Remino. L’album apre con “Insert Coin”, il pianoforte la fa da padrone, il contrabbasso interviene a tratti discreto, un brano che rimanda a spazi aperti, ampi, da respirare intensamente. E prosegue con “Slow heart beat”, un cuore che pulsa a fatica fino a fermarsi fatalmente, concetto reso bloccando una corda del pianoforte durante l’esecuzione, escamotage che conferisce alla traccia un effetto ovattato, trasognante. Molto dinamico e veloce “Luca’s break”, la necessità di prendersi una pausa stimolante, vitale, rilassante ma non troppo. Parla di sentimenti “My goddess”, l’amore assurto a divinità in un brano contaminato, istintivo, sperimentale. “Guardando ad E.S.T.” è un omaggio all’Esbjörn Svensson Trio e più in generale all’idea di jazz dell’Head Project Trio, un luogo in divenire di accordi non definiti, dove è difficile trovare un “do-mi-sol” tra melodie dilatate, essenziali, assemblate su tempi dispari, poliritmie ed elettronica. Il Trio torna al sound prettamente jazz nella ballad “Look inside” e si abbandona alle suggestioni europee alla Jan Garbarek in “On my head”. Solare “Come l’aria del mattino”, la promessa di un nuovo giorno da vivere, l’atmosfera incalzante, carica di speranza delle prime luci dell’alba. A chiudere è “Indice tematico”, il leitmotiv è un accordo molto sospeso, un unico “pedale” musicale su cui poggiano tutti i brani dell’album risuonati, mascherati, allungati e ridotti “all’osso”. La copertina è firmata dal fotografo Salvatore di Vilio: il faro sfocato di un’automobile, la cattura di un momento rapido, istintivo, inafferrabile da interpretare liberamente, come una macchia di Rorschach, come la musica dell’H.P.T..

Credits

Formazione
Fabio Tommasone Piano
Raffaele Natale Batteria
Luca Varavallo Contrabbasso

Credits: Donato Cutolo, Marco Riccardo Musco,Vittorio Remino

Commenti

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