Il testo è diretto, quasi ostinato nella sua semplicità. La finestra diventa un confine mentale, un luogo dove gli altri vedono paesaggi e chi canta trova il vuoto. Lì si annida la malinconia, improvvisa e invadente, capace di coprire tutto il resto come una nebbia bassa. “Io non vedo più niente” non è una resa poetica, è una constatazione secca.
Il cuore del brano pulsa attorno a una frase che si ripete fino a consumarsi: “Mi piace stare male”. Una dichiarazione che graffia, perché ribalta l’idea di sofferenza come incidente da evitare. Qui il dolore è scelto, frequentato, quasi coltivato. L’“harakiri” improvvisato non ha nulla di spettacolare: è un gesto quotidiano, silenzioso, fatto per sentire qualcosa.
La relazione raccontata nel testo è instabile, nervosa. L’intimità fisica è facile, l’amore molto meno. “Amare sempre il peggio di me” diventa una condanna lucida, mentre “Stare bene in due è solo una bugia” suona come una sentenza scolpita a fine corsa. Le ferite vengono amate, non curate. Andarsene resta l’unico movimento possibile.

Harakiri feat. sonoalaska
i Giocattoli
Descrizione
Credits
Autori: Duilio Scalici e Federica De Angelis
Compositori: Davide Casciolo, Ernesto Mormile e Duilio Scalici
Produttori artistici: Nicola "Hyppo" Roda e Claudio Marciano
Chitarre: Ernesto Mormile, Nicola Hyppo Roda
Synth: Claudio Marciano
Batteria e percussioni: Davide Casciolo
Voci: Duilio Scalici e Federica De Angelis
Cori: Nicola Hyppo Roda
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