Ex-Otago - La matematica di "Marassi" Intervista

Tutte le foto sono di Melania PavanTutte le foto sono di Melania Pavan
17/11/2017 di

Un anno fa gli Ex-Otago sono stati ospiti in redazione per un'intervista-fiume sul disco che stava per essere pubblicato, "Marassi", come il nome del quartiere di Genova in cui la band risiede. Allora ci eravamo resi conto che si trattava di un disco molto forte e promettente per la carriera del gruppo, ma di certo non potevamo prevedere, né noi né la band, che sarebbe stato il preludio a un anno di tour ininterrotto, club pieni, piazze colme, continue ristampe, passaggi in radio e tutte le altre bellissime cose accadute agli Ex-Otago negli ultimi 365 giorni. Il tour di "Marassi" sta per concludersi definitivamente con le ultime 9 date prima che la band si prenda un po' di meritato riposo. Sono passati di nuovo dalla redazione e gli abbiamo fatto fare due conti, calcolatrice alla mano.

Siamo molto contenti di riavervi qui da noi in redazione, perché l'ultima volta che ci siamo visti non avevamo ancora capito a pieno il potenziale di "Marassi" e ora vogliamo fare due conti con voi perché i numeri sono sempre belli quando sono grandi grandi, e fanno bene all'autostima. Partiamo: quante date avete fatto in totale dall'uscita di "Marassi"?
Francesco:
in totale abbiamo superato le 100 date.

Stimiamo i km percorsi.
F: allora, diciamo una media verosimile di 200 km tra una data e l'altra, stando bassi. No, forse meglio 300. 300 km x 100 date sono 30.000 km.
Olmo: mi sembrano pochi...
F: conta per esempio che abbiamo fuso un furgone e siamo andati vicini a fondere quello nuovo. Da quando abbiamo fatto il nuovo tagliando, in primavera, abbiamo percorso 25.000 km, quindi in effetti ne abbiamo percorsi di più. Facciamo 70/80.000 e non se ne parli più.

Numero complessivo di spettatori.
F:
facciamo una media anche qui. Quest'estate un migliaio a data. Per 50 fa 50.000, stando bassi. Aggiungi un'altra 50ina di date nei club con 500 persone in media, al chiuso; metti le platee enormi come gli iDays, i 10.000 del palazzetto di Bologna, e il concerto del 1° Maggio a Roma...



Allora dobbiamo contare anche il pubblico da casa che vi ha guardati in televisione!
Maurizio:
sfioriamo il miliardo! Ma devi contare che 100 persone sono le stesse che sono venute a vederci 100 volte...

Anche io mi metto nella categoria di chi ha visto almeno 3-4 date di "Marassi". Parliamo del banchetto: quante magliette vendute, quanti cd, quanti costumi da bagno.
M: i costumi da bagno in realtà sono arrivati alla fine dell'estate, quindi non li contiamo. Per i cd al banchetto diciamo 8500/9000 dischi. 
F: per le magliette fai una media di 10 a concerto. 10 x 100 fa 1000 magliette.
O: ma cosa stai dicendo?
F: cos'è, un esame di matematica?? (tira fuori lo smartphone e fa i conti, ndr)

Ok ok, basta con la matematica. Tra le varie cose che vi sono capitate ci sono i già citati iDays, avete suonato prima dei Radiohead, ma la data più emozionante di questo tour per voi qual è stata?
F:
Genova questa estate è stata la datona. Nell'emozione ha giocato il suonare nella propria città, davanti ai propri genitori, amici, fidanzate, con tanti ospiti. Numericamente tra le date a pagamento è stata quella con più affluenza. Come ti direbbe chiunque dopo un concerto nella propria città, il bello è che per tutta la settimana successiva quando vai a prenderti una birretta incontri la stessa gente che era sotto il palco e tutti ti ripetono "che figata quel concerto", "pazzesco", "bellissimo". Emozionante durante ma soprattutto dopo.

Cosa potreste fare di più grande adesso?
M:
i palazzetti, ma non vogliamo precluderci nulla, per cui diciamo che siamo soddisfatti di questa chiusura all'Alcatraz e l'obiettivo sarebbe ripartire sempre dall'Alcatraz pieno, perché sarebbe un'importante conferma.

Voi avete vissuto questo passaggio dai piccoli club ai grandissimi palchi. Cosa cambia in particolare nel rapporto col pubblico?
F: 
nel grande club il pubblico appare molto più come una massa indistinta, mentre nel piccolo club il contatto anche visivo con quasi tutti i presenti è diverso. Quando si suona nel piccolo club riesci a leggere immediatamente le impressioni del pubblico e di conseguenza a reagire immediatamente, quindi il live è di sua natura più empatico. Anche se vogliamo mantenerlo più empatico anche nei club grossi è difficile vedere l'espressione dell'ultimo spettatore in fondo alla sala, ma è un aspetto a cui teniamo e su cui stiamo lavorando.
M: ricordo un concerto in un locale piccolissimo in cui non riuscivo a sentire perché la gente cantava più forte di me e io ho perso la voce subito. In un piccolo club la gente si sente anche più partecipe, fa parte del concerto, prende delle iniziative private, fa ballotta, ti chiama... Nell'evento grosso tutto questo accade meno ma noi vogliamo riportare nei grande club un'atmosfera molto easy, da festa, perché è il modo migliore per esprimere il progetto Otago.

Vorrei che mi raccontaste un episodio del tour che non riguardi però il palco, visto che del rapporto con le persone ne abbiamo già parlato, ma qualcosa che vi è successo nel dietro le quinte, durante i viaggi, un ricordo bellissimo che vi porterete dentro per sempre.
M: 
C'è un episodio che riguarda tutti e due gli aspetti del palco, sopra e sotto. Per tutto il tour abbiamo chiesto al pubblico a un certo punto di accendere le torce dei telefoni, e a Genova abbiamo conciliato questo momento con l'ospitata di Dario Faini che suonava al piano "Cinghiali incazzati" con me alla voce, tipo piano bar. E Genova ha reagito in maniera incredibile, c'erano 3500 persone tutte tutte col telefono, tutte, e io non riuscivo ad alzare lo sguardo perché ero troppo emozionato. Non me l'aspettavo. Genova non è (ancora) una città abituata ai concerti per cui siamo rimasti impressionati in positivo. L'approccio dei concittadini è quasi anni '80, ci seguono, ci supportano come se fossimo una squadra di calcio, è una figata per gente come noi. 
F: Io posso raccontarti due episodi, uno bellissimo e uno bruttissimo. Inizio da quello bruttissimo. Eravamo disintegrati da diversi concerti, l'ultimo era stato a Bari e il giorno dopo avevamo girato stanchi morti il video di "Ci vuole molto coraggio" con Caparezza dopo aver dormito 2 ore in 8 giorni, una roba atomica. Dopo le parti con Caparezza restava da girare un altro pezzo di video il mattino successivo al mercato, in cui il nostro amico Jambo ha cominciato a fare la starlette viziata, con richieste come "Portami del Glen Grant, mi devo sciogliere"; "Non mi sento dentro la parte" (imita un forte accento calabrese, ndr). Di lunedì mattina, nel mezzo di un mercato non saremmo mai riusciti a trovare un Glen Grant. "Allora un Gatorade", mi risponde. C'era un banco della frutta e gli ho chiesto se potesse andare bene una banana. "Vada per la banana" (ridono tutti, ndr). Finiamo di girare il video sforando con i tempi in modo scioccante, prendiamo il furgone e ci avviamo verso Genova. All'entrata del casello si spegne il furgone. Riusciamo a farlo ripartire ma all'altezza di Roma scoppia una gomma in mezzo all'autostrada, Mauri alla guida con un gesto felino che solo un guidatore di trattori sarebbe riuscito a fare ci ha portati in salvo e abbiamo trascorso la notte in un posto orrendo, freddo, un albergo orribile. Ci siamo fatti cambiare le gomme, non puoi capire che disagio... alla reception siamo riusciti a dire solo "1, 2, 3 vodka tonic e poi degli altri vodka tonic". Insomma tre giorni orribili.



E quello bellissimo?
F: 
Eravamo a suonare all'Indigeno Festival vicino Messina, avevamo il palco sulla spiaggia e dopo un tour lunghissimo che già era alla trentesima data finalmente è arrivato uno degli unici veri momenti di svacco collettivo del tour, con tutti i tecnici, la tour manager, la banchettista... avevamo preso degli aperitivi sulle sdraio nel bar di fronte al palco, si stava da dio, c'era caldo ma non troppo, la brezza ma non troppo, l'acqua pulita... è stato il momento in cui, dopo tanta fatica, ti fermi un secondo e ti guardi intorno e dici "che figata, come si sta bene insieme" e poi abbiamo fatto il bagno anche dopo il concerto.
M: sì, ci siamo spogliati sul palco subito dopo l'ultimo pezzo e la gente ci ha seguiti in acqua.
O: ecco, mi avete rubato tutti i ricordi.

Avete rubato i ricordi di Olmo!
O: Mi avete ciucciato la memoria. Fra i tanti valori che hanno avuto gli Ex-Otago in questo ultimo anno c'è senz'altro il fatto di aver fatto scoprire a Boris Ramella che cos'è uno spritz e che cos'è un'acqua tonica. Abbiamo viaggiato con questo nostro amico che ahimè non è mai vissuto in altre parti del mondo fuori da Sestri Levante, gli abbiamo fatto scoprire il mondo. Con noi ha preso il primo aereo e ha bevuto il primo amaro. Prima di suonare ci diceva "Ho bevuto due amari, cosa succede se ne bevo un terzo?" (ridono tutti, ndr)

Ultima domanda per non parlare di quello che è stato ma di quello che sarà, nonostante i molti impegni avete avuto il tempo per scrivere qualcosa di nuovo?
M: Io, preso dall'ansia più totale, sono stato super produttivo. Più le cose andavano bene più scrivevo canzoni. Abbiamo tantissimo materiale che ci fa ben sperare.
F: qui ci vuole un altro aneddoto. Lamezia Terme, 4 di agosto. Me lo ricordo benissimo, suoniamo e il 5 di agosto ci svegliamo: la quiete dell'albergo era rotta fragorosamente da Mauri che, preso da una verve di scrittura mostruosa, si era messo nella hall dell'albergo dove gravitavano dei poveri turisti con il computer, la tastiera e la cuffietta dell'iphone dentro la quale cantava a squarciagola, fortissimo. La gente attonita, volti sconvolti.

Mi state dicendo che ci sono dei turisti stranieri che hanno sentito già le nuove canzoni degli Ex-Otago?
M: Loro malgrado.
F: Pensa che lì per lì si erano pure incazzati...

EX OTAGO SUPER MARASSI TOUR

22 Novembre Torino – Hiroshima Mon Amour
23 Novembre Torino - Hiroshima - SOLD-OUT
25 Novembre Roma - MONK Roma
30 Novembre Firenze - Auditorium Flog "Official"
01 Dicembre Bari - Demodè Club
02 Dicembre Napoli - Hart
07 Dicembre Bologna - Estragon Club
08 Dicembre Treviso - New Age club
09 Dicembre - Alcatraz - Milano

Tag: intervista data tour

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