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Descrizione a cura della band

“Cura violenta” è un lavoro che pur mantenendo nella sostanza il consueto approccio “obliquo” alla musica, rappresenta tuttavia un’evoluzione nella forma e nei contenuti rispetto al recente passato dei Lebowski. A due anni di distanza dal precedente “Disadottati”, il quarto album del quintetto marchigiano, in uscita il 10 novembre per Area51 Records, è un ulteriore passo in avanti nel processo di maturazione e crescita. Due i concetti chiave attorno cui è stato costruito il disco: minimalismo musicale ed emotività lirica. Dal punto di vista strumentale infatti è stato realizzato un gran lavoro di scrematura del materiale raccolto, eliminando tutti quegli orpelli che in passato erano utilizzati senza parsimonia. L’approccio ai testi poi si allontana ancora di più dalla maniera bizzarra ed ironica del passato, prediligendo una componente decisamente più emotiva.
I brani di “Cura violenta” attraversano volutamente una ricca varietà di generi musicali: la title-track posta in apertura dell’album è una inusuale ed intrigante suite strumentale che mette in evidenza fin da subito il mood emotivo dell’intero lavoro; i brani che seguono, invece, delineano uno stile poliedrico ma ben definito, in cui la no wave del primo singolo “Paolo ruba cuori” convive con lo stoner di “Appeso“, gli echi dei Talking Heads in “Giorno zero” si affiancano ad una “Mi sento uh!” che rimanda persino al primissimo Vasco Rossi, offrendo all’ascoltatore un curioso mix di registri e di chiavi di lettura e sottolineando la concreta e definitiva maturità della band. Si tratta di un album volutamente corposo, denso, vario ma nello stesso tempo diretto e lineare, che mira ad infrangere quel concetto di “Pop” fin troppo abusato nella maggior parte delle produzioni contemporanee, ponendo invece l’accento sui contenuti trattati e mettendo dunque totalmente in risalto intensità ed emotività.
Il concept che è alla base dell’intero lavoro, incentrato sulle problematiche tipiche dell’attuale condizione umana e alle relative “cure” possibili, non ha soltanto dato forma alla scrittura dei brani, ma emerge in tutte le fasi di lavorazione dell’album stesso: dal titolo, alla copertina (una sorta di Guernica Punk) fino alla scelta della tracklist, agli arrangiamenti e al mix.
“Cura violenta” è stato scritto dalla band in pochi giorni, affidando poi il resto dei compiti allo staff di Area51 Records che, così come accadeva nelle label degli Anni ’70, ha seguito interamente e imperturbabilmente l’evoluzione del disco dal momento della creazione. Registrazione, missaggio e masterizzazione sono a cura di Gianluca Lo Presti del Loto Studio di Ravenna. Da segnalare poi i preziosi interventi presenti nel disco, come quelli di Matteo Scaioli, Sasà Vaccaro, Perrine Feriol e Bruno Dorella (Ovo, Bachi da Pietra, Ronin) che non rappresentano solo un cameo, ma scelte mirate per apportare maggiore spessore e profondità all’intero lavoro.

L’album della maturità, in una nuova modalità

Credits

Prodotto da Area51 Records
Musica e Testi: Lebowski
Produzione Artistica: Massimo “Madesi” De Simone
Media e Comunicazione: Simone Aiello

Registrato, Mixato e Masterizzato da Gianluca Lo Presti presso il Lotostudio, Filetto (RA)
Percussioni e Synth in “Cura Violenta” e “Mi Sento Uh!” composti e registrati da Matteo Scaioli
Traccia audio in “Journal Noir” registrata da Nicola Amici presso il PH37 SoundLab mobile studio, Hendaye (France)

I Lebowski sono: Nicola Amici – sax, chitarra, basso in “Giorno Zero”
Riccardo Franconi – chitarra, basso in “Appeso”
Riccardo Latini – batteria, percussioni
Marco Mancini – basso
Simone Re – voci, synth

Special Guest: Bruno Dorella – Percussioni in “Animali nella Notte”
Matteo Scaioli – Arrangiamenti percussioni e synth su “Cura Violenta” e “Mi sento Uh!”
Sasà Vaccaro – Trombone in “Journal Noir”
Perrine Feriol – Voce in “Journal Noir”

Artwork: Marco Mancini
Stampa: Cd-Click www.cdclick.com

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