“L’INDIE È MORTO (e forse anche qualcos’altro)” è il racconto di un movimento interiore, un percorso che non teme il cambiamento ma lo abbraccia come scelta artistica consapevole: un EP che attraversa territori sonori che vanno dal post-punk all’indie pop, dal synth pop al bedroom pop, fino a intime parentesi acustiche ed eleganti sfumature elettroniche.
Cinque brani che non inseguono un unico tema, ma fotografano emozioni diverse: il desiderio di emergere e i primi sogni che si scontrano con l’età adulta in “BEDROOM POP”; la vertigine di un amore finito e la sensazione di annaspare tra ricordi e silenzi in “FIRENZE”; la difficoltà di sentirsi parte di qualcosa e la rabbia della solitudine contemporanea in “RESTARE SOLI (RABBIA)”; un omaggio ironico e affettuoso all’indie pop italiano in “L’INDIE È MORTO”, che attraversa i simboli di un’epoca per domandarsi cosa resta dopo la fine; e infine “24 ANNI”, il brano più intimo, che torna sul peso delle aspettative, sulla precarietà e sul sentirsi stretti da una società che corre più veloce delle persone.

L'INDIE È MORTO (e forse anche qualcos'altro)
Libeccio
Descrizione
Credits
"L'INDIE È MORTO (e forse anche qualcos'altro)" è stato scritto da Libeccio, e prodotto da Tacøma.
Inframellow (Tommaso La Rocca) ha registrato le chitarre in “BEDROOM POP” e “L’INDIE È MORTO”, Dodo (Edoardo Menicagli) ha registrato le chitarre in “FIRENZE”.
I mix ed i master sono stati curati da Lorenzo Dolci.
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